Bologna FC
Quel settimo posto che non piace
Dalla seconda metà di febbraio a oggi le due contendenti, Atalanta e Bologna, hanno vinto otto partite in A…ma in due: una gara a non arrivarci? Se così fosse, a Bologna ci si è dimenticati presto da dove si è partiti
Ieri, nell’arrivare allo stadio, la speranza di tutti coloro che avrebbero poi preso posto al Dall’Ara era quella di godersi una bella partita. Nell’inconscio, però, più di qualcuno era consapevole che il rischio, oltre a quello di non vincere, era quello di vedere uno spettacolo detto “balenare”, quando le partite non hanno un obiettivo. Ecco, Bologna-Cagliari e il suo 0-0 è andato esattamente in quella direzione.
Ciò che fa riflettere, però, è il “non avere obiettivi”. Perché il Bologna, all’ottavo posto (diventato da ore nono), non avrebbe obiettivi? Con il settimo, prima del fischi d’inizio, a sei punti, con lo scontro diretto da giocare e un’Atalanta in crisi di risultati? Un settimo posto che potrebbe valere la Conference League in caso di vittoria della Coppa Italia da parte dell’Inter. Ma, a quanto pare, il Bologna non ha obiettivi, se non quello di consolidare l’ottavo posto.
Bologna e Atalanta, la gara a non arrivare?
Se ci fosse qualche lettore Atalantino, non se ne abbia a male. I risultati, dal 22 di febbraio a oggi, dicono che l’Atalanta in Serie A ha vinto solo tre partite. L’Atalanta ha raggiunto il settimo posto alla 20esima giornata, superando proprio il Bologna. Poi, nella sua strada europea ha incrociato il Bayern Monaco. In Coppa Italia, invece, è uscita in semifinale contro la Lazio: forse questo è il momento più “doloroso” della stagione attuale a Bergamo, dove sognavano di giocarsi proprio quel trofeo, visto l’andamento dell’annata.
Ebbene, tutto questo per dire cosa? Per dire che l’Atalanta, con sole tre partite vinte, è ancora al settimo posto, e non ha mai rischiato di perderlo. Di conto, c’è un Bologna che è sembrato la “minaccia” più grande, rispetto a Sassuolo e Udinese. Il Bologna, dal 23 febbraio, ha vinto cinque partite in Serie A. Ma non è comunque riuscito ad agganciare l’Atalanta: ha recuperato solo tre punti. Sembra una gara a non agguantalo, quel settimo posto. Quel settimo posto che concederebbe, se l’Inter battesse la Lazio in Coppa Italia, l’accesso alla Conference League. Ecco, da quando un potenziale accesso a una competizione europea non è più un obiettivo, soprattutto a Bologna?
I sogni si costruiscono in altre maniere
Anche nel post-partita di ieri Vincenzo Italiano è caduto in una contraddizione nelle sue dichiarazioni. «Dobbiamo blindare l’ottavo posto e poi ci sono nove punti, non si sa mai», prima, e «senza coppe questa squadra, con un po’ più di qualità e non in tutti i reparti, farà più punti di quelli fatti quest’anno». Ma chi lo ha deciso che il Bologna l’anno prossimo non farà le coppe, con sei punti di distacco, uno scontro diretto e una finale di Coppa Italia la quale senza avere dubbi l’Inter proverà a vincere con tutte le sue forze, per portarsi a casa due trofei?
La colpa non è di Vincenzo Italiano, attenzione. Perché questo andamento non dipende da una sola persona. Tutti, dal post-Aston Villa, fanno dichiarazioni in contrasto con le proprie prestazioni: anche i calciatori, i primi a “crederci ancora” ma a non dimostrarlo poi nei fatti. E la partita di ieri ne è l’esempio lampante: un Dall’Ara colmo, o quasi, che a fine partita fischia uno 0-0 che non ha portato letteralmente nulla. La speranza alla propria gente va data, perché solo così si costruiscono i sogni più belli, anche quelli appena vissuti: è bene ricordare che, per quel settimo posto, si è lottato fino alla fine nella stagione 2022/2023, quando si sognava l’Europa da tempo. Avviso ai naviganti: non è passato così tanto tempo.
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