«Siamo al 51% noi, 49% loro»: ecco cosa c’è dietro questa frase
Il Bologna parte avanti, ma solo di un soffio: l’Europa di Italiano è fatta di rispetto e concentrazione, ma di nessuna certezza anticipata.
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«Siamo al 51% noi, 49% loro». In una frase sola, Vincenzo Italiano ha racchiuso il senso della vigilia di Bologna-Brann, ritorno di Europa League in programma questa sera alle 21. Parole che sembrano quasi un esercizio di matematica, ma che in realtà parlano di una filosofia: nessuna gestione del vantaggio, solo rispetto per l’avversario e concentrazione assoluta.
Il peso di un vantaggio minimo
Il Bologna parte dall’1-0 conquistato all’andata in Norvegia il 19 febbraio, un risultato prezioso ma non definitivo. Ed è proprio qui che nasce quel 51-49: un margine sottile, per una partita ancora apertissima. I numeri europei dei rossoblù parlano di una squadra cresciuta lontano dal Dall’Ara, in grado di vincere quattro volte in trasferta con 15 gol totali e solo sette subiti. Sono dati derivanti da una solidità e una personalità costruita nel tempo – probabilmente dalle ossa fatte nella scorsa stagione in Champions League –, ma che non bastano a trasformare la sfida in una formalità.
Bologna-Udinese (© Bologna Fc 1909)
La filosofia di Italiano: azzerare tutto
Dall’altra parte c’è un Brann che ha costruito la sua Europa League fin dall’estate, superando turni su turni e battendo squadre quali Hacken, AEK Larnaca, Utrecht e Rangers. Un percorso lungo, che ha formato una squadra abituata a giocare convivendo con la pressione. Il 49% di cui parla Italiano non è quindi una frase retorica, ma il riconoscimento di un avversario che in questa competizione ha già dimostrato di saper sorprendere e dare filo da torcere.

Vincenzo Italiano (© Bologna FC 1909)
Quelle percentuali sono anche la rappresentazione della mentalità e del metodo del tecnico rossoblù: azzerare il risultato dell’andata e affrontare il ritorno come una nuova gara. Nessun calcolo, nessuna attesa passiva. In Europa, in Bologna-Brann, basta un episodio per spostare l’equilibrio e trasformare un vantaggio minimo in problema da risolvere.
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