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Bologna: è finita l’era degli svizzeri e il calciomercato cambia volto

Sta cambiando il calciomercato del Bologna, e la fine della colonia svizzera è un indizio importante

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Remo Freuler (© Damiano Fiorentini)
Remo Freuler (© Damiano Fiorentini x 1000cuori rossoblu)

Fino al 2022, c’erano stati appena due svizzeri nella storia del Bologna. Blerim Dzemaili, arrivato dal Galatasaray, e Kubilay Turkyilmaz, prelevato dal Servette. Eppure, negli ultimi anni, proprio di pari passo con la crescita improvvisa del club, Sartori e il suo team di lavoro avevano spesso guardato con grande attenzione a parecchi talenti del campionato elvetico. Tolti i giocatori nati in terra svizzera, che vedremo dopo, anche lo stesso Calafiori aveva calcato i campi della Super League. Per non parlare dei tanti nomi, da Zanotti ad Hajdari l’anno scorso, che la dirigenza aveva scovato in un’autentica miniera d’oro senza affondare il colpo. Oggi qualcosa sta cambiando: è un sintomo di un cambio di strategia dei piani alti?

Dan Ndoye festeggia dopo la vittoria della Coppa Italia (© Bologna FC 1909)

Dan Ndoye festeggia dopo la vittoria della Coppa Italia (© Bologna FC 1909)

Una Bologna elvetica

Tutto parte nell’inverno del 2022. Il Bologna di Sinisa Mihajlovic ha bisogno di rinforzi a centrocampo per ottenere una salvezza tranquilla e, negli ultimi giorni di mercato, arriva Michel Aebischer. Il mediano ex Young Boys resterà con la squadra fino all’estate del 2025, giocando anche in Champions League. Lui che aveva abbandonato la coppa dalle grandi orecchie per venire in A.

Ma Mich è stato solo l’inizio. Ad agosto 2023, infatti, sono arrivati sotto le Due Torri altri due suoi connazionali, uno esperto e l’altro giovanissimo. Remo Freuler aveva bisogno di rilanciarsi, mentre per Dan Ndoye i rossoblu saranno un grande trampolino di lancio. Tra i due e la città c’è sempre stato grande amore, eppure, oggi, 28 marzo 2026, abbiamo già visto Dan andare in Premier. E Remo non rinnoverà il contratto. Il sesto, Simon Sohm, è in prestito dalla Fiorentina: ad oggi è lui l’unico che, dopo due anni consecutivi con tre svizzeri in rosa, può portare avanti la tradizione.

Una terra promessa

Col passare delle stagioni, sta cambiando la mappa geografica degli interessi rossoblu. Fino a pochi anni fa, grandi osservazioni venivano fatte in Belgio e Svizzera, cercando qualche giovane emergente da lanciare in prima squadra. Theate, Lucumi, Skov Olsen, Calafiori, Ndoye e tanti altri sono stati i frutti di questa strategia.

Dan Ndoye e Santi Castro, tra i giocatori più preziosi del Bologna (© Bologna FC 1909)

Dan Ndoye e Santi Castro, tra i giocatori più preziosi del Bologna durante la passata stagione (© Bologna FC 1909)

Però, oggi il Bologna è un’altra squadra. In due anni sono arrivate la Coppa Italia, la qualificazione in Champions e, adesso, i quarti di Europa League. Serve qualità, serve subito, anche dal mercato. E così qualcosa è cambiato anche nelle direttive, con diversi colpi dai maggiori campionati europei. Sono stati ben sei i ragazzi arrivati quest’anno, riscatti compresi, da società italiane di massima serie. Tre giocatori sono arrivati dalla Ligue 1 negli ultimi diciotto mesi e uno, Heggem, dalla seconda serie inglese.

Dominio territoriale

Facendo attenzione a questi dati, si può facilmente intendere la nuova rotta intrapresa dalla dirigenza. Sono stati sempre di più gli acquisti pronti, anche se giovani, da campionati importanti o società che giocano in Europa. E questo è un chiaro messaggio per tutti. Perché Bologna crede nella gioventù e nel talento, proprio come prima, ma il mirino si sta alzando. Sky is the limit: anche se bisognerà lasciarsi alle spalle terre fedeli, il cammino è tracciato e le ambizioni sono più limpide che mai.

 

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