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Bologna-Casale, attese disattese: una trappola “vincente”

Il centrale veronese si prepara a salutare le Due Torri: dopo due stagioni complicate, il difensore è ormai ai margini del progetto rossoblù e vicino all’addio.

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Nicolò Casale in Bologna-Celtic 2-2 (©Damiano Fiorentini)
Nicolò Casale in Bologna-Celtic 2-2 (© Damiano Fiorentini)

Nicolò Casale lascerà il Bologna per l’Aris Salonicco in questa appendice della sessione di calciomercato estiva 2026? Ancora non lo sappiamo di sicuro, sappiamo che il difensore è un esubero dichiarato nella rosa rossoblù. Nicolò è scivolato progressivamente fuori dai progetti della squadra prima di Italiano e poi di Tedesco.

Il punto di non ritorno è stato evidentemente quello dello scorso gennaio quando, di fronte a prescindere dal suo addio, il club aveva deciso di portare a casa Eivind Helland. Un messaggio chiaro: per te non c’è più spazio, andiamo altro. E non poteva essere altrimenti, visto che l’avventura sotto le Due Torri del difensore centrale è andata molto male.

Infortuni ed errori

Nel corso delle due stagioni al Bologna, Nicolò Casale ha alternato con costanza quasi scientifica errori ed infortuni. Dopo l’ultima difficilissima stagione dal punto di vista fisico, alla Lazio, l’approdo in rossoblù non è stato meglio.

In due stagioni e due gare, Nicolò ha accumulato ben 166 giorni di assenza per un totale di 22 partite da indisponibile e innumerevoli match in cui le sue condizioni non gli hanno permesso di essere un’alternativa affidabile ai titolari.

Come se non bastassero i problemi fisici, principalmente muscolari, la sua avventura è stata alternata da numerose gare insufficienti e tanti errori. Un rendimento deficitario che ha convinto alla fine il club a mettere da parte Casale, nonostante il suo acquisto si sia sia concretizzato definitivamente alla fine della sua prima stagione a Bologna.

Una trappola vincente

Il suo effettivo arrivo sotto le Due Torri è datato estate 2024. I rossoblù cercavano un’alternativa credibile ai titolarissimi Lucumí e Beukema. L’idea era quella di rilanciare la carriera del difensore centrale ex Verona che alla Lazio era stato titolare nella squadra che Sarri portò al persino secondo posto in campionato.

Il suo trasferimento si concretizzò in prestito con diritto di riscatto che sarebbe diventato obbligo in caso di qualificazione del Bologna nelle coppe europee. Una piccola trappola che i rossoblù accettarono, sperando di rilanciare Casale e qualificarsi quantomeno in Europa League.

Il rendimento del difensore fin da subito è stato mediocre. Ma il Bologna sul campo fece scattare il riscatto con la storica impresa della vittoria della Coppa Italia 2024/2025. Una trappola da 8 milioni di euro che costrinse già nella tarda primavera del 2025 ad esercitare il riscatto del cartellino del difensore veronese.

Il nome di Nicolò Casale dunque rimarrà indissolubilmente legato alla storia del Bologna per via di questa vicenda di mercato. Ma anche perché nella storia serata del 14 maggio 2025, il veronese entrò per difendere l’1-0 firmato da Dan Ndoye.

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