Bologna FC
Bologna: cosa aspettarsi dal girone di ritorno in campionato?
Il girone di ritorno del Bologna è appena cominciato, e mai come quest’anno i rossoblù sembrano chiamati a una vera prova di maturità. La stagione in Serie A degli emiliani, infatti, è stata fin qui molto altalenante, con momenti di entusiasmo alternati a passaggi a vuoto che hanno impedito alla squadra di prendere definitivamente quota. Anche i numeri raccontano questa discontinuità: dopo 21 giornate il Bologna è ottavo con 30 punti, nel pieno di quella zona di classifica dove basta una striscia positiva per rilanciarsi… ma allo stesso tempo una crisi può far precipitare rapidamente verso l’anonimato della metà classifica. E proprio una crisi di risultati è arrivata anche per la prima volta nella gestione Italiano, culminata nella sconfitta contro la Fiorentina seguita da quella clamorosa contro il Genoa, un ko pesante soprattutto per l’impatto psicologico. La sensazione, però, è che questo inciampo possa diventare un punto di svolta: il Bologna ha ancora tempo e qualità per raddrizzare il cammino, ma dovrà dimostrarlo da subito, rimettendosi in marcia con lucidità e intensità.
L’Europa oggi è lontana, ma il Bologna può ancora rientrare in corsa
Guardando la classifica, il piazzamento europeo non è immediato. Le prime posizioni sono occupate da squadre che stanno mantenendo un ritmo alto e la zona Europa è diventata, come spesso accade, un’autostrada affollata. Eppure parlare di obiettivo già sfumato sarebbe un errore: il Bologna è lì, a contatto con il gruppo che precede, e ha già dimostrato in stagione di poter competere anche contro avversari di livello superiore. Molto dipenderà dalla risposta che l’ambiente saprà dare proprio dopo lo stop contro Fiorentina e Genoa. In un campionato così serrato, le prossime partite saranno decisive per restituire energia allo spogliatoio e per ritrovare fiducia, perché il rischio più grande non è perdere una gara, ma portarsi dietro strascichi mentali che rovinano le settimane successive. Ecco perché i prossimi incroci assumono un valore enorme anche in chiave psicologica. La prossima sfida contro il Milan appare però sulla carta molto complicata per il Bologna, dato l’ottimo campionato e lo stato di forma della squadra di Allegri. Ma è proprio nei momenti di difficoltà e contro squadre di alto livello che i rossoblu tirano sempre fuori il meglio di sé, nella speranza di ritrovare anche il miglior Orsolini, fuori nelle partite contro Celtic e Genoa per scelta tecnica, dopo la brutta prova con la Fiorentina. A dimostrazione della difficoltà del prossimo incontro, la media delle quote serie A mostra che la vittoria del Bologna è data a 3.46, molto lontano dal 2.16 per il successo del Milan. Inoltre, non va dimenticato un fattore cruciale: l’impegno europeo. Il Bologna sta portando avanti anche il proprio percorso in Europa League, e questo inevitabilmente incide sulla gestione delle forze. Italiano dovrà essere bravo a ruotare uomini e risorse senza perdere compattezza, perché il girone di ritorno spesso premia proprio le squadre capaci di reggere i carichi, più ancora di quelle “più forti” sulla carta.
Il mercato può dare una spinta
In questo scenario, il mercato invernale (la cui chiusura è fissata per il 2 febbraio) può diventare una leva fondamentale. Perché non si tratta solo di aggiungere qualità, ma anche di rinfrescare motivazioni in un gruppo che, inevitabilmente, dopo mesi di stagione può mostrare segnali di calo o stanchezza mentale.
Il Bologna – che in estate ha perso un elemento difensivo di spicco come Sam Beukema, venduto al Napoli – si è già mosso in maniera concreta, intervenendo soprattutto in difesa con l’acquisto di Eivind Helland, centrale norvegese classe 2005 arrivato dal Brann per circa 7 milioni di euro: un investimento importante, che indica la volontà di strutturare il futuro ma anche di migliorare il presente. Accanto a lui, in mezzo al campo, dalla Fiorentina è arrivato in prestito Simon Sohm (mentre Giovanni Fabbian ha fatto il percorso inverso con la stessa formula), un innesto utile per ampliare le soluzioni e aggiungere fisicità e intensità nelle rotazioni. L’unica cessione a titolo definitivo della sessione invernale è stata quella di Stefan Posch, venduto al Como. Prima della conclusione del mercato, non è da escludere possano arrivare un altro centrocampista (piace Kristjan Asllani dell’Inter, ma è in prestito al Torino), un attaccante esterno e un difensore.
Il Bologna sa di giocarsi molto nel girone di ritorno: l’Europa oggi non è propriamente a portata di mano, ma non è nemmeno un miraggio. Se Italiano riuscirà a gestire bene le energie tra campionato e coppe, e se dal mercato arriveranno conferme immediate, i rossoblù possono davvero trasformare una stagione fin qui irregolare in una rincorsa credibile verso un piazzamento europeo.
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