Bologna FC
Bologna, la cura Palladino funziona: i numeri della rivoluzione dopo l’addio di Tedesco
Dall’avvio complicato con Tedesco alla svolta firmata Palladino: i rossoblù hanno cambiato passo, ritrovando concretezza offensiva e risultati. Restano da registrare i meccanismi difensivi.
Il Bologna ha ritrovato risultati e concretezza con Raffaele Palladino. Dopo un avvio di stagione complicato sotto la guida di Tedesco, con appena un punto conquistato nelle prime quattro giornate, i rossoblù hanno cambiato marcia, ritrovando fiducia e continuità.
L’impatto del nuovo allenatore è stato evidente fin dalle prime uscite, ma sono soprattutto i numeri a raccontare la trasformazione della squadra.
Nelle prime sei partite della gestione Palladino sono arrivati 13 punti, frutto di quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta. Un rendimento decisamente diverso rispetto a quello del predecessore, con una media di 2,17 punti a gara contro gli appena 0,25 raccolti da Tedesco. Un cambio di passo che ha permesso al Bologna di rilanciarsi e guardare con maggiore fiducia ai propri obiettivi stagionali.
Bologna, meno possesso e più concretezza: cambia la filosofia di Palladino
La trasformazione non riguarda soltanto i risultati, ma anche il modo di interpretare le partite. Con Palladino, il Bologna ha rinunciato a una parte del possesso palla per diventare più verticale e incisivo. La percentuale media è infatti scesa dal 55,2% della gestione Tedesco al 39% di quella attuale.
Un cambiamento che ha prodotto effetti soprattutto nella metà campo avversaria. La media dei gol segnati è passata da 0,5 a 2 a partita, mentre gli expected goals sono cresciuti da 1,25 a 1,53. Anche i tiri nello specchio sono aumentati, passando da 3,75 a 4 di media.
Mbangula trascina i rossoblù: cresce il numero dei marcatori
Un altro aspetto significativo riguarda la distribuzione delle reti. Se con Tedesco erano stati soltanto Piccoli e Dovbyk a trovare la via del gol, con Palladino la cooperativa rossoblù si è allargata. A guidarla è Mbangula, protagonista con tre reti, seguito da Bernardeschi con due. Sono andati a segno anche Orsolini, Enem, Pobega e Casale.
Resta invece da migliorare la fase difensiva: sette gol subiti nelle prime cinque gare di Palladino, contro i cinque incassati nelle quattro partite precedenti. La nuova strada sembra comunque tracciata: il Bologna ha ritrovato capacità realizzativa e fiducia, ma per puntare in alto servirà anche maggiore solidità.
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