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Dal fortino Dall’Ara al Bologna da trasferta: i numeri del confronto con l’Era Motta

Il Bologna di Italiano ha ribaltato la logica degli anni di Motta: oggi rende molto di più lontano dal Dall’Ara che davanti al proprio pubblico.

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La Torre del Dall'Ara (©Bologna FC 1909)
La Torre del Dall'Ara (©Bologna FC 1909)

Ventotto punti in trasferta, appena 17 al Dall’Ara. Basta questo dato per raccontare il cambio di rotta del Bologna di Vincenzo Italiano: una squadra che oggi rende molto meglio fuori casa che davanti al proprio pubblico.

Bologna in casa e in trasferta: un confronto con la squadra di Motta

Un’inversione netta rispetto agli anni di Thiago Motta. Nel 2023/24, stagione della qualificazione in Champions League, il Bologna aveva costruito le proprie fortune soprattutto in casa: 12 vittorie, 5 pareggi e appena 2 sconfitte, con soli 12 gol subiti al Dall’Ara. Fuori casa, invece, il rendimento era nettamente inferiore – ma comunque discreto.

Basti pensare che in trasferta i felsinei avevano totalizzato l’esatta metà delle vittorie, rispetto alle partite giocate tra le mura amiche: 6 a 12, è questo il bilancio della stagione che ha consacrato lo stadio rossoblù come Fortino.

Thiago Motta (© Damiano Fiorentini)

Thiago Motta (© Damiano Fiorentini)

Cosa è cambiato nel Bologna di oggi?

Oggi succede l’opposto. In campionato il Bologna ha vinto 8 volte lontano da casa, contro appena 5 successi interni. E anche in Europa League il percorso è stato costruito soprattutto in trasferta, fino agli ottavi dell’Olimpico.

La domanda, allora, è inevitabile: perché il Bologna di Italiano di oggi funziona meglio fuori casa? Considerando che nella passata stagione di Serie A, aveva quasi raggiunto i risultati di Motta, arrivando a 10 partite vinte in casa.

L'11 titolare di Roma-Bologna (© Bologna FC 1909)

L’11 titolare di Roma-Bologna (© Bologna FC 1909)

La risposta probabilmente sta nelle caratteristiche della squadra. Il Bologna attuale è più verticale, più aggressivo, meno paziente rispetto a quello di Motta. Ama recuperare palla e attaccare in campo aperto, sfruttando gli spazi che gli avversari concedono quando giocano… in casa.

Un Bologna che trova forza in trasferta

Fuori dal Dall’Ara, infatti, il Bologna sembra aver trovato partite più “adatte” alla propria impostazione. Può ripartire e poi colpire. Non è un caso che molte delle migliori prestazioni siano arrivate lontano da Bologna.

Anche nelle trasferte più complicate, i rossoblù hanno quasi sempre dato l’impressione di poter controllare la gara. A Como erano in vantaggio prima dell’espulsione e del gol subito nel recupero. A Firenze, in tutte e tre le sfide stagionali, erano passati avanti prima di restare in dieci uomini e farsi rimontare nel finale.

Vincenzo Italiano (© Damiano Fiorentini) Bologna Lazio

Vincenzo Italiano (© Damiano Fiorentini)

È necessario ritrovare il Fortino?

Al Dall’Ara, invece, il copione cambia. Gli avversari si chiudono, aspettano e costringono il Bologna a gestire il possesso. Ed è proprio lì che emergono i limiti della squadra. Si ha quasi l’impressione, che gli avversari abbiano capito come gestire il Bologna in casa propria. Ed è quindi, anche per questo, che Italiano ha ridimensionato il suo gioco cambiando qualche carta in tavola e la loro modalità di gestione.

Per questo sorge un’ulteriore domanda: il Bologna può continuare a essere così forte fuori casa senza ritrovare il Dall’Ara? Probabilmente no. Perché le squadre che vogliono restare stabilmente in alto devono tornare a costruire le proprie certezze anche tra le mura di casa. Nel caso del Bologna, le mura di quel fortino che ha contribuito a renderla grande negli ultimi anni.

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