Bologna FC
La ripresa di Holm, parla il Dottor Lempainen che lo ha operato: «La lesione era importante, ma sono molto ottimista»
Emil Holm, lo sappiamo, dovrà attendere circa cinque mesi prima di tornare in campo col Bologna. Il terzino del Bologna è stato operato in Finlandia dal professor Lasse Lempainen dopo la lesione al tendine degli hamstring della coscia destra rimediata, rimediata con la Svezia a fine settembre.
Intervistato da la Repubblica, il chirurgo ha fatto il punto sulle condizioni del giocatore, e spiegato il percorso che attende Holm verso il ritorno in campo. Ecco le sue parole.
Bologna, le parole del Dottor Lempainen dopo l’intervento di Holm
Sull’esito dell’intervento di Holm e il ritorno in campo:
«L’intervento è andato benissimo. La lesione era importante, ma è andato tutto secondo i piani. Sono molto ottimista. Con questo tipo di lesione servono circa cinque mesi. Ma mi aspetto di rivederlo ai suoi livelli più alti. Dopo l’operazione si lavora insieme al team su riabilitazione, ritorno in campo e ritorno alla prestazione, con test oggettivi per decidere quando sarà pronto».
Perché questi infortuni sono diventati cosi frequenti?
«Il calcio è cambiato: più corsa ad alta velocità, più accelerazioni e frenate. I giocatori sono preparatissimi, ma muscoli e tendini sono sotto un carico di stress enorme».
Un tempo si sbagliavano di più la diagnosi?
«Si tendeva a sottovalutare certe situazioni. Oggi abbiamo diagnosi migliori, più ricerche e una comprensione molto più precisa dei diversi quadri clinici».
Oggi gli atleti cercano di più il chirurgo all’estero?
«Si, non si fermano più ai confini del proprio paese. Le informazioni viaggiano veloci, e chi ha avuto un buon esito lo racconta. Se serve una competenza precisa, sono pronti a partire e fare migliaia di chilometri».
Infine il dottor Lempainen ha svelato anche il cosiddetto “passa parola” che lo ha portato a farsi conoscere sempre di più:
«Parlano tra loro nello spogliatoio: “Chi ti ha operato?”. Oppure un medico chiede il mio contatto a un collega. Ho buoni rapporti con i team medici di Milan, Roma, Sassuolo, Bologna, Parma. Il calcio, ai massimi livelli, è un mondo piccolo: medici e giocatori si conoscono e si scambiano esperienze. Aver lavorato con Barcellona, Atlético e Real Madrid crea fiducia».
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