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Emil Holm, un calvario lungo quattro anni: dallo Spezia al Bologna, ecco i numeri della sua fragilità fisica
Una carriera segnata dagli infortuni: il club rossoblù ne paga ancora le conseguenze, tra lunghi stop, gare saltate e il rimpianto per un talento mai pienamente espresso.
Saranno mesi lunghi ed interminabili quelli che Emil Holm dovrà affrontare lontano dal campo, lontano dalla maglia rossoblù del Bologna. La riabilitazione dopo l’operazione di sutura del tendine della coscia destra è lunga e molto difficile. Ciononostante il giocatore svedese non molla ed è pronto ad affrontare questo difficile momento.
Un momento se possibile reso ancora più duro dal recente infortunio che gli ha tolto la gioia della convocazione al Mondiale. L’ultimo problema occorso, comunque, è certamente il peggiore della sua carriera pur costellata di problemi fisici, soprattutto muscolari. E sono proprio i numeri di questi infortuni a fare impressione se ci si ferma guardarli.
Bologna e Juventus, un crescendo di problemi
Quasi come un monito di quello che sarebbero state per Holm le due stagioni e poco più sotto contratto col Bologna, durante il primo ritiro in rossoblù subì un brutto infortunio. Distorsione del ginocchio, ore di attesa e preoccupazione per un problema che avrebbe potuto intaccare anche il crociato.
Ma alla fine tutto andò per il meglio, almeno in quell’occasione, e dopo 30 giorni rivide serenamente il campo. L’anno e mezzo successivo però non è andato meglio. Prima al Bologna e poi in prestito alla Juventus, ha accumulato ben 186 giorni di assenza dai campo (216 se si considera anche la già citata distorsione). Un’enormità oltre sei mesi di stop in due stagioni e poco più.
Numeri assurdi che, sommando le gare saltate con Bologna, Juventus e Atalanta, hanno tenuto Holm fuori da 33 gare. In sostanza, una stagione da indisponibile.
Una fragilità che parte da lontano
Le prime due annate in Italia però avevano fatto suonare un campanello d’allarme. In quel corpo da quattrocentista qualcosa forse non ha funzionato alla perfezione fin dal suo arrivo nel nostro calcio, con lo Spezia. Pronti, via, nella prima annata in Liguria aveva saltato subito una settimana.
Poi, una volta capito il problema, nella seconda parte dell’annata ha passato un totale di 106 giorni out per via di una pubalgia prima curata in maniera conservativa e poi operata. Fine dei giochi per lo svedese nella stagione 2022/23 ben prima della fine ufficiale della stagione.
Le prestazioni comunque avevano comunque convinto diversi a puntare su di lui. L’Atalanta lo prese, sperando di aver portato a casa il nuovo Hateboer o il nuovo Gosens. Ma anche a Bergamo le cose non andarono meglio: due stop per un totale di 35 giorni e 9 gare saltate in una stagione. Un valido motivo per non procedere al riscatto che, in maniera piuttosto lungimirante, i bergamaschi avevano mantenuto opzionale.
Nessuna novità e tanti rimpianti
Per quanto triste e malinconico, certamente, la fragilità di Emil Holm non è una novità né per lui, beffato più volte dal destino, né per il Bologna che due estati fa comunque fece un investimento consapevole e tutto sommato conveniente acquistandolo per 7 milioni di euro.
Resta però la sensazione di un incompiuto perché per caratteristiche fisiche e tecniche, Emil sarebbe potenzialmente uno dei tre migliori esterni destri del nostro campionato.
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