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Bologna, dove porta questo cammino?

Il Bologna nel segno della rinascita: i rossoblù, ora ottavi in classifica, sono tornati a vincere (e convincere) nel proprio stadio

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Tommaso Pobega e Federico Bernardeschi esultano per il momentaneo 1-0 in Bologna-Inter (© Damiano Fiorentini)
Tommaso Pobega e Federico Bernardeschi esultano per il momentaneo 1-0 in Bologna-Inter (© Damiano Fiorentini)

Di là dalle torri non si intravede Parma, ma si scorge uno stadio Dall’Ara tornato finalmente in festa. Già, perché dopo la ‘sbornia’ milanese, il Bologna è tornato a vincere davanti ai propri tifosi, sei mesi dopo l’ultima volta. I tabù vanno sfatati: così come era successo a Milano mercoledì sera, quando i rossoblù esultavano dopo dieci anni in casa dei rossoneri. Dicevamo di Parma però: derby emiliano e prossimo sfidante sul cammino dei ragazzi di Palladino. Poi la pausa Nazionali, ma tempo al tempo. Skorupski ieri sera nel post partita, ha ammesso di voler riposare perché vuole continuare a vincere la prossima settimana. Una striscia di vittorie consecutive come quella attuale (tre successi) non si vedeva dallo scorso inverno con il trittico Torino-Udinese-Pisa. Legittimo chiedersi allora, dove condurrà il cammino intrapreso con Palladino.

Il Bologna funziona

I singoli sono tornati a fornire prestazioni determinanti. In primis, certamente, Skorupski: l’estremo difensore polacco, dopo un avvio molto incerto, ha parato il rigore di Cutrone e ha frenato l’ennesima beffa allo stadio Dall’Ara. L’ultimo rigore parato dal portiere rossoblù era stato quello contro lo Shaktar Donetsk alla prima giornata della Champions League 2024-2025. In Serie A l’ultimo avversario neutralizzato dagli undici metri appena un mese prima, ad agosto 2024 come ricorda Bruno Bartolozzi nell’edizione odierna di Stadio.  La difesa, consolidata e registrata dal passaggio a tre, ha mostrato molteplici volti senza mai perdere la sua consistenza. Casale è rinato, Vitik reindirizzato. A centrocampo il duo Pobega-Ferguson mostra i muscoli e non arranca: guida le ripartenze del Bologna e stoppa le incursioni avversarie. Il reparto, a differenza di gran parte della scorsa stagione e dell’inizio di questa, non è più sistematicamente in balia dei ritmi avversari. Ai lati Miranda e Zortea esclusi da precisi compiti difensivi, per quanto non ne siano esentati, danno vigore alla manovra rossoblù. Davanti Bernardeschi inventa (nessuna novità) e Cambiaghi è cresciuto: due spine nel fianco che attaccano con qualità, aspettando il ritorno di Piccoli e il rientro di Orsolini.

Questo Bologna inizia novembre e chiude ottobre all’ottavo posto nella classifica del campionato italiano. Di là dei facili entusiasmi, colpisce in questo nuovo corso la media punti ottenuta da Palladino (2,16 a partita). Italiano al suo primo anno chiuse con 1,63, mentre nella scorsa stagione lasciò con 1,47. Dove porta questa strada? A Parma certo; poi chi rimarrà a Casteldebole continuerà a lavorare per esprimersi al meglio, al servizio di un allenatore che non lascia nessuno indietro nella lucida perseveranza del percorso intrapreso.

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