Bologna FC
Bologna, guarda un po’ più in là: il “tutto” non funziona “subito”
Tempo e pazienza: richieste che arrivato dai protagonisti a Bologna e che, probabilmente, si hanno anche un po’ più in giù, dove il mercato ha portato di più, ma non ha dato subito i frutti sperati
«Io intanto sarei contento se la squadra s’amalgamasse in fretta e trovasse un’intesa che nella prima non s’è vista». Parole dette non da un passante qualsiasi, ma da Riccardo Orsolini. Ovvero, quello che è il Capitano del Bologna, dopo Lorenzo De Silvestri. Parole che predicano calma e che invocano pazienza. Perché quando ci sono tanti cambiamenti – in meglio o in peggio lo dirà solo il tempo – è necessario attendere. Quello che dovrà fare tutto l’ambiente Rossoblù, comunque vada la partita di domani. L’esempio è proprio la Fiorentina: un mercato invidiato da tutti, ma una partenza inimmaginabile.
Bologna, l’esempio è “vicino”
Non è un paragone, perché non ne sentono il bisogno né l’una e né l’altra. Ma, c’è un fatto: in quanti hanno, anche giustamente, guardato alla Fiorentina in questo calciomercato? Una squadra con ampi margini di manovra, che ha preso fior fiori di elementi validi. Il numero preciso non lo si sa e non lo si vuole, ovviamente. Ma, a Bologna, mentre si vedeva partire elementi fondamentali, sostituti probabilmente come non ci si aspettava, spesso si è buttato l’occhio un po’ più in giù.
Un occhio che cade anche oggi, dopo le prime due partite della Fiorentina, in attesa della seconda uscita Rossoblù. Già, perché la nuova Fiorentina…non sembra essere proprio nuova. Anzi. Ed è normale che sia così. Nuovo allenatore, tanti nuovi elementi: che sul mercato fossero “sfavillanti” o meno non ha importanza. Anche in quel di Firenze, seppur con comprensibile delusione, i protagonisti, consci di dover cambiare marcia, chiedono pazienza: ci vuole tempo per vedere i frutti, in qualunque realtà. Al di là di chi si è preso sul mercato.
«Siamo fiduciosi, ma ci vorrà tempo»
Parole, quelle nel titolo del paragrafo, sempre di Riccardo Orsolini, nell’intervista rilasciata in settimana a Il Resto del Carlino. Parole che portano con sé una consapevolezza di poter raccogliere i frutti, ma non subito. Ed è questo il messaggio che i protagonisti, qui a Bologna, vogliono dare all’ambiente: non guardare al “subito”. Perché non si può avere “tutto”. Il Bologna ha cambiato tanto: meno della Fiorentina, ma comunque tanto. E il suo mercato ha entusiasmato meno, oltretutto: non un particolare da poco, soprattutto tra i tifosi.
Ma non è una partenza storta a definire il percorso: ci fu anche con Motta e poi anche con Italiano. E il range, forse anche memore delle passate stagioni, lo ha dato sempre lo stesso Orsolini: «Io ho messo in preventivo le prime sei partite. Le prime sei saranno di difficoltà estrema, pura». Tutti vorremmo aspettare di meno, probabilmente: già domani ci si attende tanto. Ma se i primi a vedere la luce sono proprio coloro che hanno scelto Bologna, allora è giusto avere fiducia. Il mercato dirà ancora la sua negli ultimi giorni: solo dopo, con il tempo, si vedrà chi aveva ragione. Partir bene, evidentemente, non dipende dai nomi.
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