Bologna FC
Orsolini sul rinnovo: «I soldi non c’entrano, Bologna è una scelta di vita»
L’intervista a Riccardo Orsolini: «Se avessi guardato solo ai soldi non sarei rimasto qua, ma andare a fare uno dei tanti da un’altra parte non mi interessava»
La storia d’amore tra Riccardo Orsolini e il Bologna continuerà fino al 2031, ma l’attesa che ha preceduto il rinnovo aveva preoccupato e non poco il popolo rossoblù. Una volta per tutte, il numero sette ha deciso di fare chiarezza: «Sul mio rinnovo se ne sono dette tante, troppe» ha raccontato a Il Resto del Carlino. «Cose sbagliate, pensieri distorti… ho tenuto un profilo basso, mai detto una parola fuori posto, ma forse ho sbagliato: forse avrei dovuto parlare prima».
Riccardo Orsolini, la questione del rinnovo col Bologna
La lunga attesa aveva impensierito i tifosi bolognesi, preoccupati di perdere la loro bandiera. Perché ci è voluto così tanto tempo per firmare? «Era un contratto lungo, prevedeva tante clausole, bonus, tane situazioni che non erano sistematici in poco tempo» ha spiegato Orsolini nell’intervista. «Ogni volta veniva fuori un cavillo diverso: un giorno una cosa andava bene, il giorno dopo no e quindi se ne doveva riparlare. Poi c’erano le tempistiche della società da rispettare. Si è creato un caso che non c’era, io non ho detto niente apposta. Sarebbe stato facile fare una banale storia su Instagram, ma non l’ho volutamente fatto. Volevo vedere fino a dove ci si sarebbe spinti».
C’è chi ha pensato che l’attesa avesse a che fare con l’ingaggio, ma no: «I soldi non c’entrano niente» ha voluto sottolineare l’attaccante. «Se avessi voluto dare priorità ai soldi, avrei già salutato tutti l’estate scorsa e sarei andato a prendere dieci sacchi all’anno. Se avessi guardato solo ai soldi, con tutto il rispetto, non sarei rimasto qua».
Orsolini sulle avance arabe, ma non solo…
Una frase che la dice lunga sul legame che Orsolini ha stretto con la città, scelta dal giocatore ancora una volta a scapito dell’Arabia e di altre città italiane. Lo ha confermato lui stesso: «C’erano altre offerte sul tavolo da quei campionati dove di coprono d’oro, ma non solo: anche dall’Italia, devo essere onesto. Persino poco prima di firmare mi hanno chiamato club di Serie A dicendomi: ‘Aspetta, ripensaci’. Sarebbe stato facile fare magari l’ultimo anno qua e poi andare via a zero».
Orsolini e Cambiaghi festeggiano il gol del momentaneo 1-0 (© Damiano Fiorentini)
Bologna è una regola
E allora, Bologna è una regola anche per Riccardo Orsolini: «Ho scelto ancora Bologna perché il nostro è un matrimonio felice. È una scelta di vita. Bologna è una seconda casa, il posto che mi ha permesso di crescere e diventare il calciatore e la persona che sono oggi. Ho dato priorità al mio benessere che, attenzione, non vuol dire accontentarsi: qua negli ultimi anni si può esprimere il calcio meglio che in altre piazze. Andare a fare uno dei tanti da un’altra parte non mi interessava».
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