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Bologna, quando il passato scotta: i rossoblù ritrovano Gilardino

Alberto Gilardino, ex attaccante e oggi allenatore, ritrova il Bologna rievocando i fantasmi della storica retrocessione del 2005 e i suoi trascorsi in rossoblù.

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Gilardino e Thiago Motta (© Damiano Fiorentini)
Gilardino e Thiago Motta (© Damiano Fiorentini)

Il destino del campo ha la memoria lunga, soprattutto quando si intreccia con i brividi della storia. Il nome di Alberto Gilardino evoca immediatamente nella mente dei tifosi felsinei un ricordo nefasto e doloroso. Era il 18 giugno 2005 quando, con la maglia del Parma, l’allora giovane attaccante siglò il gol che condannò il Bologna a una clamorosa e bruciante retrocessione in Serie B.

Quel fendente, che ribaltò il vantaggio iniziale dell’andata, fu l’epilogo amaro di una stagione straordinaria per l’ex centravanti, capace di guadagnarsi subito dopo il grande salto in sponda rossonera per 25 milioni di euro e di iniziare un lungo viaggio calcistico tra Fiorentina e Genoa.

La parentesi rossoblù di Gilardino e i record dimenticati

Anni dopo, i destini si incrociarono nuovamente quando il Gila sbarcò sotto le Due Torri nell’ultimo giorno di mercato del 2012. Nella squadra di Stefano Pioli, l’attaccante seppe lasciare un segno indelebile pur in un’annata chiusa a metà classifica. Realizzò 13 gol senza rigori, un vero e proprio record che ancora oggi resiste.

Nessuno, da allora, è riuscito a fare meglio in una singola stagione senza l’ausilio dei tiri dal dischetto, eccezion fatta per le reti successive arrivate con i calci di rigore da parte di Marko Arnautovic e Riccardo Orsolini. Una storia d’amore intensa ma breve, interrotta a fine stagione per mancanza di risorse economiche da parte della presidenza Guaraldi per il riscatto.

Dalla panchina alla nuova sfida sul rettangolo verde

Oggi le scarpe sono appese al chiodo e la lavagna tattica ha preso il posto del campo. Dopo una gavetta intensa tra Serie D e Serie C, e un percorso formativo che lo ha visto sfiorare la panchina della Primavera rossoblù, il tecnico piemontese siede ora sulla panchina ducale. Come fotografato oggi dal giornalista Alessandro Mossini su Il Corriere di Bologna, l’ex centravanti si presenta alla sfida con il morale alto dopo il rotondo successo per 0-3 sul campo dell’Atalanta, pronto a scrivere un nuovo capitolo di una rivalità infinita.

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