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Un Bologna… a trazione anteriore: tutte le reti stagionali portano la firma degli attaccanti

I rossoblu hanno segnato soltanto con gli attaccanti in questa stagione

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Roberto Piccoli durante Bologna-Lazio (© Damiano Fiorentini x 1000 Cuori Rossoblu)
Roberto Piccoli (© Damiano Fiorentini x 1000 Cuori Rossoblu)

Mutando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia. Lo insegna la matematica, spesso ben lontana dal Graal del pallone, eppure il principio della proprietà commutativa ultimamente viene applicato molto bene anche a Bologna. Sì, perché nonostante il cambio alla guida da Tedesco a Palladino con la conseguente modifica del modulo utilizzato, i rossoblu stanno segnando sempre e solo con gli attaccanti. Cinque gol su cinque, peraltro tutti con marcatori diversi e con assist degli esterni.

La legge del gol rossoblu

Come sia iniziata questa stagione lo sanno tutti, anche perché di tempo non ne è passato così tanto e la memoria è tuttora freschissima. In quattro gare sulla panchina del Bologna, Domenico Tedesco ha ottenuto un solo punto contro il Sassuolo, pareggiando per 2-2 grazie alle reti di Dovbyk e Piccoli. Due punte che sono riuscite a ricucire i momentanei svantaggi e donare ai tifosi rossoblu le prime gioie stagionali. Gioie che, però, non sono bastate al mister per mantenere la propria posizione.

Artem Dovbyk in Bologna vs Lazio (@Damiano Fiorentini)

Artem Dovbyk in Bologna vs Lazio (@ Damiano Fiorentini x 1000cuori rossoblu)

Nelle restanti tre gare, infatti, sono arrivate altrettante sconfitte, tutte di beffardo corto muso e, tutto sommato, con delle buone prestazioni di personalità. L’unica eccezione? La gara di Napoli, che sì poteva essere impostata in maniera più decisa, anche se i rossoblu hanno comunque lottato per il pareggio fino al triplice fischio.

Il Bologna di Palladino

16 settembre 2026. In seguito ad un incontro con la società, mister Tedesco viene allontanato dalla panchina per cedere il posto a Raffaele Palladino. Dire che non ci fossero stati segni di difficoltà e dubbi sarebbe sbagliato, però tutta la città pensava che al tecnico sarebbe stato dato più tempo, quantomeno fino alla sosta. Pensiero condiviso, peraltro, dallo stesso allenatore che, al momento dell’addio, ha messo in mostra tutto il suo dispiacere per come l’avventura sia andata a concludersi.

Di tempo per riflettere, ad ogni modo, i rossoblu ne hanno avuto ben poco. La rivoluzione del cicerone di Mugnano è stata infatti chiara fin dal principio, con un passaggio alla difesa a tre ed un’identità volta alla lotta partita dopo partita, cercando di prevalere con un assetto ordinato ed una oculata gestione del pallone. Detto fatto, la scossa è subito arrivata: nonostante qualche difficoltà in difesa, propiziata da un paio di incertezze tra i pali, in due partite i felsinei hanno già segnato tre reti. Contro Lecce e Torino, è vero, però con qualcosa bisognava pur iniziare.

Cinque su cinque

Così hanno avuto modo di esultare anche Bernardeschi, Orsolini ed Enem. Cinque gol, cinque marcatori e, soprattutto, cinque conclusioni da dentro l’area di rigore, con una rete da fuori che manca dal tocco al volo di Pobega in Bologna-Inter. Maggio 2026, ben cinque mesi fa.

Ma allontaniamoci per qualche secondo dal selciato della statistica. Perché, se da un lato serve trovare un maggiore apporto offensivo dal centrocampo, specialmente in fase di costruzione sul lato destro del campo, dall’altro bisogna guardare il lato positivo.

Orsolini si è fatto male, ma si è sbloccato e ha fatto una prodezza che vuol dire fiducia pura, mentre Bernardeschi, ieri partito dalla panchina, si è lasciato alle spalle l’acciacco della sosta ed è pronto a riprendere il suo posto in campo. Tutte e tre le punte, infine, hanno già sbloccato il proprio conto. Queste considerazioni portano ad una sola conclusione: c’è ancora tanto da lavorare, ma questo Bologna ha già i suoi punti fissi, che pian piano stanno tornando temibili.

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