Bologna FC
Bologna, senti Bernardeschi: «Qui sto benissimo. Con l’Aston Villa ce la giochiamo»
Berna ottimista sulla sfida contro l’Aston Villa, analizza la sua stagione e quella del Bologna con un pensiero alla Nazionale.
Ormai la fascia è sua. Federico Bernardeschi ci ha messo un po’ a tornare nella forma da Serie A ma ormai sembra essere lui il titolare sull’esterno destro del Bologna. Bologna che si prepara all’importantissima sfida europea contro l’Aston Villa (partita d’andata in programma giovedì al Dall’Ara).
Nell’intervista rilasciata a Repubblica, Berna analizza la sfida contro i Villans: «Le chance di vincerla? 50 noi e 50 loro». Il numero 10 parla anche della sua parabola ascendente di questa stagione, del rapporto con gli altri Rossoblù fino a toccare il tema Nazionale.
Federico Bernardeschi (© Damiano Fiorentini)
Berna sulla sfida europea contro il Villa
Il Bologna ha il 50% di possibilità di eliminare l’Aston Villa: Federico Bernardeschi durante l’intervista è ottimista. «Deve ancora iniziare, ci mancherebbe non lo fossi. Loro sono un grande squadra, ma noi possiamo giocarcela. Dobbiamo approcciarla con intensità stando modo concentrato sui dettagli che a questi livelli fanno la differenza, sono fondamentali». E sull’Europa in generale: «In Europa le partite si giocano, nessuno vuole lasciare il comando agli altri e chiudersi. A ritmi alti la qualità si alza, aumenta la corsa, la voglia. Perdere 1-0 o 4-0 è uguale, nessuno può speculare».
Lo sguardo si allarga all’intera stagione del Bologna. Sulle difficoltà in casa: «Non c’è una causa specifica. Al Dall’Ara ne abbiamo sbagliate tante forse perché siamo più frenetici, vogliamo risolvere tutto subito mentre fuori giochiamo con più pazienza, palleggiamo di più e spettiamo che si aprano gli spazi, con i tempi giusti».
Sull’incostanza nei 90 minuti come si è visto a Cremona: «Abbiamo alti e bassi, un po’ di montagne russe. Dobbiamo ancora maturare nel gioco, nel leggere le partile e i momenti. Però abbiamo lo stesso raggiunto traguardi importanti come la finale di Supercoppa o questi quarti di finale, nessuno si aspettava che saremmo arrivati fin qui in Europa e ora ci giochiamo il tutto per tutto. L’ottavo posto in campionato è tutto demerito nostro, ma nel calcio non si sa mai. Tiriamo fuori tutto una partita alla volta e vediamo che succede, cercando di divertirci in coppa».

I rossoblù sotto il settore ospiti al termine di Cremonese-Bologna 1-2 (©Bologna FC 1909)
Sul crollo della squadra tra dicembre e gennaio: «Dopo tre anni sempre in crescita e anche un inizio travolgente un paio di mesi di calo fisiologico potevano starci».
Intervista a Bernardeschi: «Un gruppo con tanti valori» e parla dei compagni di squadra
Nell’intervista Federico Bernardeschi ripercorre la sua stagione fino ad ora dal suo ritorno in Italia quando molti avevano dubbi su di lui. «Avevo perso la preparazione -commenta– mi servivano un paio di mesi per ingranare. I cambiamenti sono sempre incognite, dovevo adattarmi. Il mio bilancio personale? Ditelo voi, io direi che è positivo.
Prosegue: «Dicevano che ero finito e fallito, andando in Canada, ma non ho mai perso la consapevolezza dei miei mezzi, ero sicuro che ce l’avrei fatta. Tecnicamente poi con Italiano ho aggiunto ancora qualcosa, come specifici movimenti, nel mio bagaglio tecnico». E nel bagaglio può mettere anche il ruolo da mezzala ricoperto nella partita contro la Lazio: «Mi è piaciuto, ce l’ho nelle corde. Bisognerebbe lavorarci di più, ma non c’era stato tempo»
Berna passa poi a parlare della squadra: «È un gruppo molto serio e legato con tanti valori» e del rapporto con i singoli compagni. Sulla concorrenza di Orsolini sulla fascia destra: «Nelle grandi squadre la concorrenza c’è sempre, senno non sono grandi squadre. Ricky è un grande giocatore, sono momenti, nessuna preoccupazione. Cedergli il rigore contro la Lazio è stato giusto al 100%». Su Rowe invece: «Gli do spesso consigli. Gli dico che è fortissimo, devastante nell’uno contro uno, e se impara anche ad avere più visione e capire il momento giusto delle scelte può diventare un top player».
Jonathan Rowe, Federico Bernardeschi e Santiago Castro (© Damiano Fiorentini)
Tra club e Nazionale: «A Bologna sto benissimo, l’Italia non è un discorso chiuso»
Al momento delle convocazioni di Gattuso per i playoff Mondiali, l’esclusione di Bernardeschi aveva suscitato stupore e qualche polemica: nell’intervista Federico tocca anche questo tema. «Ho capito la scelta del ct, ci poteva stare anche se stavo facendo bene. Per me la Nazionale non è un discorso chiuso». E sull’esclusione dal Mondiale: «È stato creato intorno alla Nazionale un clima quasi di rassegnazione, di tragedia imminente, un’atmosfera che non fa bene a nessuno, non alla squadra né al giocatori né al Paese. Perché poi quando si vince un Mondiale, vinciamo tutti».
Ma ora il focus di Berna è tutto sul Bologna: «Cerchiamo di portare qualcosa a casa quest’anno. II Bologna deve avere l’ambizione di stare in Europa fisso, restarne fuori sarebbe triste. Qui sto benissimo, la gente ha gioia di vivere e sa divertirsi». E chissà che in caso di successo non arrivi un tatuaggio a celebrarlo: «Ne sto pensando uno un po’ aggressivo, vedremo» conclude Bernardeschi.
Fonte: Emilio Marrese, Repubblica
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