Bologna FC
Bologna, Malesani sul futuro di Italiano: «Vincenzo è ambizioso e pensa a futuro altrove. Ma vincere in rossoblù vale meno?»
Il destino della panchina felsinea resta al centro del dibattito: il tecnico rossoblù osservato dall’ex mister veronese, tra tentazioni di crescita e il richiamo della continuità.
Il futuro di Vincenzo Italiano al Bologna continua ad alimentare tante riflessioni. Tra le tante voci di questi giorni che si sono espresse sul momento rossoblù e sul futuro della panchina c’è quella di Alberto Malesani, ex allenatore della società felsinea.
L’ex allenatore rossoblù nella sua carriera ha avuto la possibilità di allenare diverse squadre. Tra le tante anche i gialloblù del Verona, dove ha avuto ai suoi ordini proprio l’attuale guida tecnica della squadra rossoblù. Malesani si rivede in Italiano e, intervistato oggi da La Gazzetta dello Sport, ha parlato della sua situazione al Bologna.
Malesani su Vincenzo Italiano
Malesani non ha dubbi sulla crescita del collega: «E dissi anche che in tante situazioni mi sono rivisto in lui, in “Ita” come lo chiamavo io». Un’identificazione tecnica e umana che passa anche dai metodi di lavoro.
L’ex tecnico rossoblù ha raccontato un dettaglio curioso che li accomuna: «Non so se anche Vincenzo, ma io facevo il “warm-up” mattutino e quindi avevo anche quel frangente pre-gara nel quale valutare. Sa cosa si vede, da quella scelta di dare la formazione un’ora prima? Si scopre bene il carattere di un giocatore: quello che non parte titolare può reagire in due modi, avere una rabbia addosso sconfinata che si porterà anche nel subentrare e quello che si abbatte perché non gioca. La psicologia è importante e incide molto. E sul secondo ti chiedi se ci puoi fare affidamento».
Il futuro di mister
Il tema centrale resta però il futuro e la permanenza di Italiano a Bologna. Malesani parla con la consapevolezza di chi ha vissuto scelte difficili: «Eh…Di scelte sbagliate ne ho fatte tante in carriera. Uno deve cambiare aria nel momento in cui ha il presagio che vada a migliorare». Ma il ragionamento si fa più complesso quando entrano in scena le grandi squadre: «Teoricamente è così. Vincenzo è da anni che sta facendo bene ed è normale che possa avere l’idea sempre di andare in alto. Normale e legittimo. Ma se vai a scontrarti con troppe incertezze, beh, meglio restare sul certo. Però le dico una cosa: fare bene e anche vincere come è successo a lui a Bologna, vale meno? Per me no, assolutamente».
Il dilemma tra ambizione e stabilità è eterno: «Nel momento in cui sai che ti cerca una grande, beh, che fai? Non accetti? Le occasioni nel mondo del calcio passano brevi e forse una volta sola». Eppure Malesani porta la propria esperienza al Genoa come monito: «Ero convinto fosse una scelta perfetta, mi cacciarono da sesto e lo ritengo l’esonero più ingiusto della mia carriera».
I complimenti di Malesani al Bologna
Infine, l’elogio di Malesani al Bologna è netto: «Bologna non ha e non è una società qualunque: è ambiziosa, ha vinto dopo anni, ha intrapreso un tragitto ben preciso… meglio il certo dell’incerto e Bologna è una certezza».
E sul ruolo dell’allenatore moderno conclude: «Le garanzie sono gli obiettivi da raggiungere. Tecnico e società devono essere tutt’uno, una grande Manager. Più anni stai in un posto e più sai come lavorare».
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