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Bologna, ora di bilanci: annate Saputo a confronto dopo 34 giornate

Un’analisi comparativa per decifrare l’andamento rossoblù e capire se la discontinuità odierna sia solo una controindicazione del successo o un segnale da non sottovalutare.

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Joey Saputo
Joey Saputo (©Damiano Fiorentini/1000 Cuori Rossoblù)

Nell’edizione odierna, il Corriere dello Sport – Stadio ha tracciato un bilancio del cammino del Bologna, mettendo a confronto i numeri ottenuti alla 34ª giornata in tutte le stagioni della presidenza Saputo.

La matematica, si sa, non è un’opinione. Tuttavia, il raffronto tra i diversi rendimenti dell’era nordamericana ci pone davanti a una realtà che, per quanto cristallina, merita di essere analizzata con cura per non scadere in conclusioni superficiali o travianti.

I numeri

Rendimento Boogna era Saputo dopo 34 giornate
Il rendimento del Bologna alla 34ª giornata dal 2015 a oggi (Elaborazione su dati CdS-Stadio)

Come evidenzia la tabella, escludendo il campionato in corso, il punteggio dopo 34 giornate ha seguito una crescita costante: dai 37 punti del 2015/16 fino all’apice dei 63 punti del 2023/24 (e i 61 dello scorso anno).

Sebbene il numero di vittorie e pareggi abbia sempre oscillato in un range limitato, il dato che balza all’occhio è quello relativo alle sconfitte: le sole 5 cadute registrate nelle annate 23/24 e 24/25 rappresentano un’eccezione straordinaria rispetto al resto dello storico.

In questo scenario di miglioramento progressivo, l’annata corrente segna, inevitabilmente, una netta battuta d’arresto.

I 48 punti ottenuti finora sono il frutto di un cammino speculare: 14 vittorie e 14 sconfitte, solo 6 i pareggi. Il ritratto è quello di una squadra profondamente discontinua, che vive di estremi e che, a differenza delle stagioni precedenti, sembra non avere più quella solidità che la rendeva una corazzata impossibile da prevaricare.

Le riflessioni nascoste

Tuttavia, sono necessarie alcune puntualizzazioni. Al netto dei record del biennio precedente, la stagione attuale non si discosta drasticamente dal trend storico dell’era Saputo: nel 2022/23, ad esempio, vittorie e sconfitte erano 12 (contro le 14 attuali) a fronte di 10 pareggi.

A fare da scudo al rendimento odierno concorre poi il lungo percorso nelle coppe, con i quarti di finale raggiunti sia in Coppa Italia che in Europa League (disputati contro Lazio e Aston Villa).

Un’ulteriore ed esplicativa chiave di lettura risiede anche nel generale abbassamento della quota punti in Serie A: un livellamento verso il basso che non risparmia i rossoblù.

Eppure, un confronto limpido con la passata stagione non permette troppe indulgenze. Un anno fa il Bologna, pur impegnato, anche se solo inizialmente, sullo storico palcoscenico della Champions League, trionfava in Coppa Italia e arrivava a questo punto del campionato con appena 5 sconfitte (contro le 14 odierne).

È evidente, allora, che qualcosa non abbia funzionato. I possibili cortocircuiti sono diversi, da una rosa forse non abbastanza profonda ed esperta, a un Italiano che, nonostante il suo proverbiale e imperituro turnover, quest’anno non è riuscito a trovare la formula magica.

La risposta a tali quesiti dovranno trovarla Saputo e Sartori e questi dati sono materiale prezioso su cui potranno riflettere a Casteldebole in vista della prossima stagione.

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