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Bologna, le scelte di Palladino tra assenze e turnover

Enem e Piccoli non recuperano, mentre Odgaard deve fare i conti con le fatiche accumulate. Dovbyk cerca spazio, ma anche in difesa e sulle corsie esterne sono attese valutazioni importanti.

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Raffaele Palladino sulla panchina del Bologna al Renato Dall'Ara
Raffaele Palladino sulla panchina del Bologna al Renato Dall'Ara (© Damiano Fiorentini per 1000 Cuori Rossoblù)

Il Bologna si avvicina alla sfida con il Monza con diversi nodi da sciogliere. Palladino dovrà gestire le energie di una squadra reduce da un calendario particolarmente ravvicinato, valutando attentamente le condizioni di chi ha giocato con maggiore continuità. In attacco le alternative restano limitate, mentre tra difesa, centrocampo e trequarti non mancano le possibilità per intervenire sull’undici iniziale. Le prossime ore saranno decisive per capire quali cambiamenti prenderanno forma.

Bologna, le ultime valutazioni in attacco

Come riportato da “Il Resto del Carlino” nell’articolo di Marcello Giordano, non arrivano buone notizie sul fronte degli indisponibili: Enem e Piccoli non saranno a disposizione. Anche contro il Monza, dunque, la scelta del centravanti sarà circoscritta a Odgaard e Dovbyk.

Il danese è reduce da un periodo intenso. Dopo l’infortunio rimediato durante l’ultima sosta, che lo aveva costretto a saltare anche la ripresa del campionato a Lecce, era tornato tra i convocati per la partita con l’Inter. Da lì sono arrivate due maglie da titolare consecutive, prima a Cagliari e poi contro il Milan. Un rientro rapido, soprattutto considerando che era stato il primo giocatore a fermarsi dopo il lavoro di ricondizionamento atletico avviato da Palladino. Riuscirà a sostenere anche la terza partita nell’arco di una settimana, dopo oltre un mese lontano dal campo? Saranno le condizioni odierne a fornire indicazioni più precise.

Resta poi da valutare la situazione di Dovbyk. L’attaccante è chiamato a dare risposte diverse, dopo essere stato sollecitato dallo stesso Palladino a mettere qualcosa in più a disposizione della squadra. La possibilità di trovare spazio dal primo minuto dipenderà anche da quanto emergerà dalle valutazioni su Odgaard.

Difesa, il turnover passa dalle condizioni fisiche

Le riflessioni del tecnico non riguardano soltanto il reparto offensivo. A San Siro, infatti, tutti e tre i difensori centrali sono stati costretti a uscire per stanchezza, mentre Casale ha terminato la gara anche con una fasciatura. La sua presenza contro il Monza resta da verificare, sebbene la volontà di esserci non manchi.

Per il centrale si tratta di un momento particolare: dopo essere rimasto ai margini delle rotazioni ed essere finito sul mercato durante l’estate, sta riuscendo a ritagliarsi nuovamente spazio. Il percorso, però, richiede anche attenzione alla gestione delle energie. Casale ha disputato quattro partite negli ultimi venti giorni, dopo averne collezionate appena dodici nell’intera stagione precedente. A questo si aggiungono le tre-quattro settimane trascorse ai box durante l’estate a causa di un infortunio. Numeri che rendono comprensibile la necessità di valutare un eventuale turno di riposo.

Bologna, sulle fasce possibili novità

Un altro giocatore che potrebbe aver bisogno di rifiatare è Zortea. L’esterno non ha mai saltato una partita da quando Palladino è arrivato e anche contro il Milan si è distinto tra i migliori. Proprio a San Siro, invece, il tecnico aveva cambiato completamente interpreti sulla corsia sinistra, affidandola ad Alhassane e Mbangula.

Per la prossima gara potrebbe esserci il ritorno di Miranda, mentre resta da capire se Palladino vorrà concedere un’occasione anche ad Amondarain. L’esterno, acquisto più oneroso dell’estate, potrebbe essere impiegato sulla fascia destra di centrocampo al posto di Zortea. Sullo sfondo rimane anche la questione Piccoli, per il quale è atteso il raggiungimento delle condizioni che faranno scattare l’obbligo di riscatto.

Trequarti, Mbangula si candida ancora

Dopo la tripletta realizzata a San Siro, appare complicato immaginare una rinuncia a Mbangula. Il belga potrebbe quindi conservare il proprio posto, mentre per l’altra maglia sulla trequarti il confronto potrebbe riguardare Cambiaghi e Bernardeschi.

Esiste però anche un’alternativa legata alle condizioni degli attaccanti. Se Odgaard dovesse avere bisogno di recuperare energie e Dovbyk non riuscisse a convincere pienamente, Palladino potrebbe riproporre una soluzione senza un centravanti di ruolo. Un’ipotesi già vista nella seconda parte della trasferta di Cagliari, quando il Bologna aveva giocato con il falso nove e tutti e tre i fantasisti contemporaneamente in campo.

Resta da monitorare anche Cambiaghi, entrato a partita in corso contro il Milan e alle prese con un polpaccio da tenere sotto controllo. Il suo eventuale impiego dovrà quindi essere valutato senza trascurare la necessità di gestirne i minuti.

Centrocampo, Moro e Vitik aspettano spazio

Le alternative a disposizione di Palladino non mancano, soprattutto considerando i diversi giocatori che potrebbero trovare una nuova opportunità. Amondarain, Libra e il rientrante Orso rappresentano ulteriori possibilità per il tecnico, chiamato a distribuire le energie in vista del Monza.

Anche in mezzo al campo resta aperta la questione Moro, che potrebbe ottenere qualche minuto. Le indicazioni della vigilia sembrano invece lasciare spazio a un possibile impiego di almeno uno tra Vitik ed Helland. Per entrambi potrebbe arrivare un’occasione, in una partita nella quale le scelte di formazione passeranno inevitabilmente anche dalla condizione fisica dei singoli.

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