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Odgaard il jolly rossoblù: duttilità e centralità nel nuovo Bologna

Nonostante l’arrivo in panchina di Tedesco, il danese continua a essere una pedina imprescindibile nello scacchiere rossoblù.

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Jens Odgaard (©Damiano Fiorentini)
Jens Odgaard (©Damiano Fiorentini)

Il precampionato e l’avvio della nuova stagione hanno confermato una certezza assoluta in casa felsinea: Jens Odgaard è un elemento imprescindibile per la squadra. Come riportato oggi dal giornalista Dario Cervellati su Stadio, l’avvicendamento in panchina e l’arrivo del nuovo tecnico Tedesco non hanno minimamente scalfito la centralità del calciatore danese nel progetto tattico del club.

Nonostante le inevitabili rivoluzioni e i cambi di modulo rispetto al passato, l’allenatore ha subito fatto capire alla società la necessità di trattenerlo, dimostrando di considerarlo un giocatore capace di sopravvivere a ogni trasformazione. Già durante il ritiro estivo di Valles, infatti, il mister ha voluto puntare fortemente sulle sue spiccate qualità.

Dalla trequarti alle fasce: la versatilità di Odgaard al servizio della squadra

Nel corso della sua avventura sotto le due torri, che segna adesso la quarta annata consecutiva in rossoblù, l’attaccante ha collezionato ben novantuno presenze complessive e realizzato quindici gol importanti. La sua incredibile duttilità tattica gli consente di interpretare con grande naturalezza molteplici ruoli: può agire da trequartista, da esterno destro o sinistro, oppure avanzare come punta centrale, un reparto che del resto appare ormai ben assortito.

Il nuovo allenatore lo ha schierato sempre titolare nelle prime tre giornate di campionato, valorizzando una pedina preziosa per la manovra offensiva soprattutto quando la squadra ha urgente bisogno di alternative valide e di soluzioni diverse in corso d’opera.

La ricerca della massima efficacia nel nuovo scacchiere tattico

Nonostante la titolarità inamovibile e la fiducia incondizionata del mister, il ventisettenne deve ancora trovare la zona d’azione ideale per esprimere al meglio il proprio potenziale realizzativo all’interno del nuovo modello di gioco.

Il vero momento di svolta per il Bologna potrebbe coincidere proprio con lo spostamento di Odgaard sulla trequarti, una posizione che lo avvicina maggiormente alla porta e ne aumenta la pericolosità in fase offensiva. L’esperienza accumulata in questi anni rappresenta un’importante base di partenza, anche se il tecnico dovrà necessariamente trovare nuovi equilibri per integrare al meglio le sue caratteristiche nel proprio credo calcistico.

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2 Commenti

1 Commento

  1. Nino Ferretti

    10 Settembre 2026 at 10:10

    4-3-2-1 Sko,Holm,Hegg, Thea-Mira-Fergi,amonda, Moro,Berna Cambia,Dovb, o picco, così siamo più coperti dietro, Amonda preso per quel ruolo.

  2. Doc

    10 Settembre 2026 at 16:06

    secondo me Odgaard é una punta, migliore di Piccoli e Dobvyk. Infatti Motta lo usava come cambio di Zirkzee. Per gli altri ruoli é troppo lento.

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