Bologna FC
Da quanto manca una tripletta in casa Bologna: il dato spiega (anche) le difficoltà della Serie A
C’è un dato curioso che racconta, per certi versi, il cambiamento della Serie A, fino ad oggi: l’ultima tripletta di un giocatore del Bologna in campionato risale al 1° ottobre 2023, quando Riccardo Orsolini travolse l’Empoli con tre gol al Dall’Ara. Da allora, nessun rossoblù è più riuscito a ripetersi. Ma la questione, non riguarda soltanto il Bologna: ha a che fare con tutta la Serie A. Di seguito vi spieghiamo perché…
La Serie A senza grandi bomber
Questa Serie A sembra aver perso i suoi grandi cannonieri. Non mancano i giocatori da doppia cifra, ma sono obiettivamente più numerosi quegli attaccanti che “servono al gioco” più che “servire la porta”. Lautaro Martínez guida la classifica marcatori con 17 reti, Thuram è fermo a 13, poi c’è un gruppo enorme e compatto: Douvikas, Malen, Nico Paz, Simeone, Krstovic, Scamacca, Højlund.
Tanti buoni attaccanti. Ma solo alcuni di questi si distinguono realmente. E ciò che fa riflettere è che l’esplosione di Malen dopo il mercato di gennaio abbia sorpreso un pubblico purtroppo non più abituato alle performance di un vero capocannoniere.
Il problema probabilmente non è quantitativo, ma qualitativo. Il campionato italiano è sempre più tattico, organizzato, equilibrato. Ciò che perde, così facendo, è quella capacità di produrre attaccanti che trasformano ogni partita in un occasione per fare gol. È sulla base di questo calcio che poi, in Europa, le squadre italiane non riescono a rispettare gli standard richiesti, che sono, necessariamente, offensivi.
Orsolini simbolo dell’identità Bologna
Anche i rossoblù distribuiscono il peso offensivo su tanti uomini diversi, senza avere un centravanti dominante. Per questo i numeri di Orsolini assumono ancora più valore. I suoi 9 gol stagionali lo tengono nella top 15 dei marcatori della Serie A, anche se quattro sono arrivati su rigore.
Ma il dato più significativo è un altro: il miglior finalizzatore del Bologna è un esterno offensivo, non una prima punta pura.
Quindi, come va guardata tale constatazione? Sicuramente con occhio differente rispetto alle altre squadre di Serie A, perché il Bologna, di fatto, ricerca un gioco basato sugli esterni. È così che si riscoprono le effettive modalità del campionato italiano e i suoi interpreti, sempre meno incisivi…
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