Bologna FC
Bologna-Torino 1-1, Palladino: «Ho visto una squadra viva»
All’esordio sulla panchina del Bologna, Raffaele Palladino raccoglie un 1-1 contro il Torino e guarda con fiducia al futuro. Ecco le prime parole del nuovo tecnico.
L’esordio sulla panchina del Bologna si è chiuso con l’1-1 contro il Torino. Raffaele Palladino ha analizzato la prestazione partendo dal presupposto che – «Sono arrivato tre giorni fa, non mi aspettavo una partita perfetta, indubbiamente». Il tecnico ha spiegato di aver avuto un modo di stare davvero poco con questi ragazzi, ma la nota lieta è arrivata dalla loro reazione da squadra viva.
Il tecnico prosegue – «Il vero dispiacere risiede nel fatto che per 60-70 minuti siamo stati in controllo, siamo stati in gara, disputando un primo tempo in cui non abbiamo preso neanche un tiro in porta e sfiorando il raddoppio con Pobega.»
La sosta e la strada del nuovo sistema targato Palladino
«Nella ripresa, tuttavia, abbiamo sbagliato qualche ripartenza di troppo e poi siamo calati tanto di condizione fisica. Proprio su questo aspetto dobbiamo lavorare, e abbiamo la fortuna di avere adesso la sosta con tre settimane con cui non vai in nazionale, ovviamente lavoreremo».
Parlando di tattica e del passaggio a una difesa a tre e seguenti, per Palladino – «E’ una strada da percorrere poiché gli interpreti che abbiamo in quel ruolo, nella difesa a tre, nei quinti, in mezzo al campo ce l’hanno nelle corde, e l’obiettivo resta quello di capire se questo è il loro vestito più ideale, più comodo».
Il caso Skorupski e le scelte dalla panchina
Spazio anche ai singoli e al momento di Skorupski, reduce da un errore pesante dopo quello di Bergamo. Alla domanda se il portiere sia in discussione, Palladino è stato chiaro – «No, non è in discussione, perché lo conosco da soli tre giorni. Per me conta soprattutto come si reagisce all’errore, perché ti fa capire che sei un giocatore di livello e non bisogna buttarsi giù perché l’errore capita».
Infine, spiegando i cambi, il nuovo tecnico ha raccontato che – «Cambiaghi ha speso tanto nel primo tempo, ha fatto un lavoro straordinario ed è per questo che ho messo Odgaard, mentre l’inserimento di De Silvestri serviva perché avevo bisogno di un giocatore di esperienza, di letture, di capacità anche di far risalire la squadra».
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