Bologna FC
Bologna-Udinese, rimandato l’arbitro Marcenaro? Ci voleva più polso
Qualche sbavatura di troppo per l’internazionale fischietto di Genova, che rischia anche di perdere il controllo di una gara molto “amichevole”
Qualche fischio dalle tribune e tanto nervosismo in campo, con anche una rissa sfiorata. Tutt’altro ci si poteva aspettare da Bologna-Udinese, posticipo della ventiseiesima giornata di Serie A che ha visto i Rossoblù mantenere sotto le Due Torri tutta la posta in palio. E se da un lato l’agonismo è stato, per vocazione delle due squadre, il principale attore della partita, dall’altro anche Matteo Marcenaro, direttore del match, a tratti l’ha concesso anche oltre i confini “legali”.
Bologna-Udinese (© Bologna Fc 1909)
Bologna-Udinese: Marcenaro rimandato di poco
Una gara piuttosto scorretta, quella del Dall’Ara, che ha registrato in totale 23 falli, ma solo 2 cartellini gialli. Da un lato, sicuramente, pesano sul numero dei falli le tante giocate d’astuzia dei calciatori in campo, che diventano sempre più abili a ricercare il fallo da parte dell’avversario. Dall’altro, però, pesa la gestione di gara dell’arbitro Marcenaro, reo di aver concesso un po’ troppo in alcune situazioni, ed allo stesso tempo non intervenendo a dovere quando sarebbe stato necessario.
Sul 5,5 datogli da Stadio, infatti, influisce senza dubbio il numero di gialli assegnati dal 33enne ligure. Primo episodio di discussione, dopo appena 3 minuti di gioco, è un duro intervento di Solet, che entra in maniera dura su Joao Mario e chiude prima del centrocampo un possibile pericoloso contropiede. Marcenaro sceglie di non estrarre il giallo visto il minuto, così come non fa qualche minuto più tardi quando, sulla fascia opposta, è Miranda a stendere Ehizibue lanciato verso il fondo del campo. Giallo che manca anche sul finale di partita, quando Vitik sbraccia su Zaniolo provocandogli un’emorragia al naso.
Martin Vitik (©Damiano Fiorentini)
Non tutto, però, è da buttare per il fischietto di Genova. Vicino all’azione, per esempio, al momento del fallo fischiato a Karlstrom su Castro, inizialmente collocato fuori dall’area e poi corretto dall’ottimo intervento del VAR Marini, che assegna il rigore, poi decisivo, per i Rossoblù. Marcenaro bravo, infine, anche a non cadere nelle proteste dei bianconeri per un possibile tocco di mano di Lucumì sulla conclusione di Zaniolo, che colpisce un po’ la gamba e un po’ il braccio, in posizione regolare, del difensore colombiano.
Fonte: Edmondo Pinna – Il Corriere dello Sport-Stadio
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