Bologna FC
Brocchi: «Palladino? La sua grande qualità è l’ambizione»
In questa intervista di Luca Bortolotti di Repubblica, Cristian Brocchi si sofferma a raccontarci il Raffaele Palladino che ha conosciuto a Monza. Infatti, domani, una fetta del recente passato di Palladino incrocerà la sua strada: domani al Dall’Ara scende il Monza di Ivan Juric. A Monza Raffaele Palladino chiuse la sua carriera di calciatore e, due anni dopo, iniziò quella di allenatore. Dopo il Monza, Palladino sedette sulla panchina di Fiorentina, Atalanta la scorsa stagione e, da poco più di un mese, siede sulla panchina che fu di Italiano e Motta.
Palladino e Brocchi si incrociarono proprio nell’ultima stagione da calciatore del nostro Mister. Ed è Brocchi, in qualità di allenatore, ci ha raccontato la sua visione dell’attuale allenatore del Bologna.
Il Brocchi-pensiero su Palladino e sul Bologna
«Non ho mai pensato che il Bologna non potesse fare un’altra stagione ad alto livello» è l’incipit di Cristian.
«La piazza è coinvolgente, la rosa all’altezza e andava cercata una compattezza di squadra che valorizzasse la qualità che c’era già. Non tanti (allenatori) hanno Bernardeschi, Ferguson, Cambiaghi e Pobega in mezzo al campo. Il Bologna deve ambire ad arrivare fra le prime otto, anche se le rose non fanno la classifica».
Brocchi ha commentato su Dazn l’ultima fatica vittoriosa del Bologna, quella contro il Milan, vinta per 2 a 4. Poi si sofferma sull’allenatore Palladino.
«Ha già fatto un ottimo lavoro, ricompattando la squadra, mettendo tutti nel proprio ruolo, facendo sentire l’intera rosa importante e valorizzata. A Milano si è rivista una squadra che anche in vantaggio ha continuato a stare alta, segno della fiducia nei propri mezzi. Se riesce a mettere nella testa dei giocatori la consapevolezza di San Siro per tutto il campionato, il Bologna può giocarsi qualcosa di bello».
Forse è presto toccare certi argomenti, ma rende il ragionamento carico di sapori che sembravano persi. Poi Brocchi torna su quanto di allenatore Palladino aveva da calciatore.
«Ha avuto la fortuna di allenare subito categorie alte e ha sfruttato bene le sue occasioni. La sua grande qualità è l’ambizione, cosa che fa la differenza a questi livelli, assieme alla cura dei dettagli. Anche il suo staff è un grande staff, umile e capace di entrare nella testa dei giocatori: si parla poco di Citterio e Peluso, ma sono fondamentali».
Domani il destino ha voluto che il “suo” Monza sia allenato da Juric, che lui ha sostituito a Bergamo la scorsa stagione. E così conclude Brocchi la sua intervista: «Monza ha un grande posto nel suo cuore, sarà un sabato particolare. Con Juric condividono qualcosa per sistema e idee di gioco. Ma a livello caratteriale sono molto diversi».
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