Bologna FC
Cambiaghi: «Palladino? Privilegia il gruppo, siamo sulla strada giusta»
L’intervista di Cambiaghi su Stadio: «Quando viene esonerato un mister paga lui, ma le colpe sono anche nostre in una grande percentuale»
Rientrato a Bologna dopo l’appuntamento con la Nazionale, Nicolò Cambiaghi è pronto a tornare in campo con la maglia rossoblù e dare il tutto e per tutto nella prossima sfida contro il Lecce. «Sarà una partita importante per entrambe: giocare al Via del Mare è sempre difficile» spiega Cambiaghi a Claudio Beneforti e Dario Cervellati. «Dovremo sfruttare al meglio le occasioni che avremo e stare molto attenti perché loro sono una squadra pericolosa, se posso dire, fastidiosa» confessa. «Sarà difficile, ma dobbiamo dimostrare il nostro valore».
Nicolò Cambiaghi e il momento del Bologna
Un valore che, secondo Nicolò, è ancora inespresso: «Secondo me questa è una squadra forte con giocatori forti che può arrivare tranquillamente nella parte sinistra della classifica». Un obiettivo raggiungibile, sia chiaro, ma oggi ancora lontano dalla realtà: «Bisogna capire il momento che dice che siamo in fondo alla classifica, ma non dobbiamo fasciarci la testa perché conosciamo il nostro valore e sappiamo di non essere una squadra che deve stare in quelle posizioni» spiega Cambiaghi. «Ci sono periodi in cui le cose non girano, bisogna essere coscienti e rimanere positivi».
Le lezioni imparate dall’esperienza in Nazionale
Ora tocca pensare al Bologna, ma fino a poche ore fa l’esterno sinistro era in ritiro con la Nazionale italiana di Roberto Mancini. «Italia-Belgio è servita a capire gli errori commessi» spiega Nicolò «e il salto di qualità che abbiamo fatto tra una partita e l’altra riguarda la compattezza del gruppo e l’atteggiamento, quasi perfetto». Un’esperienza che gli ha lasciato «consapevolezza ed entusiasmo», facendogli capire ancora di più quanto conti la mentalità. «La testa è importantissima. credo che siamo stati sfortunati le prime partite, poi dopo poche giornate si guardano solo i risultati, ma in almeno due o tre partite mi viene da pensare che abbiamo raccolto meno di quello che avremmo potuto» dice.
Orsolini e Cambiaghi festeggiano il gol del momentaneo 1-0 (© Damiano Fiorentini)
«Purtroppo, la classifica non è delle migliori: siamo partiti male e quando succede non hai quella leggerezza per lavorare in maniera serena. Non arrivando i risultati siamo andati nel caos generale, ma io sono molto positivo: quello che abbiamo fatto vedere non rispecchia la classifica. Siamo una squadra forte, ne resto convinto, e alla lunga lo dimostreremo».
Da Tedesco a Palladino: cosa è cambiato?
Dopo quattro giornate è arrivato l’esonero di Domenico Tedesco e Nicolò lo vive come una sconfitta: «Quando viene esonerato un mister paga lui, ma gli errori e le colpe sono anche nostre in una grande percentuale. Abbiamo cercato di fare fino alla fine ciò che ci veniva chiesto, magari non lo abbiamo fatto nel migliore dei modi, non per nostro volere ma per episodi, avversari e tante cose». Poi una dichiarazione: «Tedesco era la persona giusta da cui ripartire, ne sono convinto».
Ora però c’è Raffaele Palladino: «Stiamo lavorando tanto dal punto di vista fisico e ora che sono tornati i nazionali anche tecnico e tattico. Lui privilegia il gruppo, respiro una bella aria ed è la strada giusta». Gli allenamenti? «Sono molto intensi e divertenti allo stesso tempo, ci serviranno per arrivare a una forma fisica migliore nel tempo».
Cambiaghi, sfida tra sé e sé
Il mercato estivo ha portato Jonathan Rowe, diretto avversario di Cambiaghi sulla fascia, lontano da Bologna. «La sfida che c’è dentro di me è dare il massimo tutti i giorni, in ogni allenamento, per stare al livello più alto e mantenere la Nazionale». Dovbyk? «Ha dimostrato di essere incredibile e di avere statistiche impressionanti. Con il tempo tornerà quel giocatore che gli infortuni gli hanno impedito di essere nell’ultimo periodo». Ma la persona che lo ha impressionato di più è Federico Bernardeschi: «Non ci avevo mai giocato contro, lo conoscevo meno avendolo visto solo in tv, ma ha qualità incredibili».
Adesso tocca pensare al Bologna per ritrovare la giusta strada e dare alla piazza ciò che si merita: «C’è stato un periodo in cui in casa c’era una magia per cui facevamo quasi sempre risultato. È la prima cosa da ritrovare, anche perché il nostro pubblico ci è sempre vicino e ci dà una grande mano».
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