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Cazzola: «Il nuovo stadio? Un’idea felice»

L’ex presidente del Bologna guarda con favore al progetto della Fiera e ricorda Romilia: «Oggi il dialogo è costruttivo».

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Joey Saputo in Bologna-Celtic 2-2 (©Damiano Fiorentini)
Joey Saputo in Bologna-Celtic 2-2 (©Damiano Fiorentini)

Alfredo Cazzola guarda con convinzione al progetto del nuovo stadio nell’area della Fiera. Come riportato da “La Repubblica” nell’articolo di Marco Bettazzi, l’ex presidente del Bologna Calcio, patron del Motor Show e ideatore nel 2006 del progetto Romilia, mai realizzato, considera l’iniziativa attuale molto diversa da quella che aveva immaginato quasi vent’anni fa, ma vede oggi condizioni favorevoli per arrivare alla realizzazione dell’opera. «Sono stato tra i primi teorici del fatto che servisse uno stadio nuovo», racconta, spiegando perché considera positiva la strada intrapresa.

Nuovo stadio, Cazzola promuove il progetto

Cazzola non è stato coinvolto nella ricerca degli investitori. «No, adesso con i miei figli mi occupo dei nostri investimenti», spiega. Secondo l’ex patron del Bologna, chi ha presentato il progetto dovrebbe avere già una propria rete di investitori.

Sul progetto, però, il giudizio è netto: «Ne penso un gran bene». La collocazione scelta viene considerata uno dei principali punti di forza, perché l’area dispone già delle infrastrutture necessarie e non richiede, secondo Cazzola, di partire da zero con strade e altre opere.

La spesa, a suo avviso, sarà concentrata soprattutto sulla costruzione della struttura. A fare la differenza sarà anche la copertura completa dell’impianto, caratteristica che potrebbe renderlo «quasi unico nel nostro Paese».

Per Cazzola si tratta quindi di una scelta strategica e di «un’intuizione eccellente». Tra gli elementi che lo hanno convinto c’è anche il lavoro della Fiera: «In un anno e mezzo ha realizzato la Unipol Hall, davvero bravi. È un partner affidabilissimo».

I tempi dello stadio e il confronto con il Dall’Ara

Secondo Cazzola, dal punto di vista tecnico ci sarebbero le condizioni per completare l’opera nell’arco di tre o quattro anni. La questione più delicata rimane però quella del finanziamento. «Ci sarà il problema di finanziarlo», ammette, ma allo stesso tempo ritiene che il tempo a disposizione permetta di lavorare alla struttura con attenzione.

L’ex presidente del Bologna considera inoltre positiva la scelta di non insistere più sulla ristrutturazione del Dall’Ara. A suo giudizio, il percorso precedente ha comportato una perdita di tempo significativa, con costi comunque importanti e una collocazione che avrebbe creato difficoltà alla zona circostante durante le partite.

La Fiera, invece, è già abituata a gestire grandi quantità di pubblico e può contare su parcheggi, tram e sull’allargamento della tangenziale. Perché, dunque, non puntare su un’area già organizzata per accogliere grandi flussi?

Il Dall’Ara, comunque, secondo Cazzola non è destinato a perdere la propria importanza. «Continuerà ad avere un grande futuro», dice, ricordando che nel mondo esistono diversi esempi di stadi recuperati.

Romilia resta un rimpianto

Il nuovo progetto riporta inevitabilmente Cazzola alla sua Romilia. L’idea del 2006 era però molto più articolata: non prevedeva soltanto uno stadio, ma un vero parco tematico.

Il rammarico per non aver visto realizzato quel progetto rimane. Cazzola ritiene tuttavia che una possibile alternativa sarebbe stata collocarlo più vicino a Bologna. All’epoca, però, ricorda, c’era una forte opposizione all’idea di abbandonare il Dall’Ara.

Oggi, secondo l’ex presidente, il quadro è cambiato. Tra amministrazione e Fiera vede un confronto costruttivo e attribuisce a Joey Saputo un ruolo importante nel cambiamento di prospettiva. Il presidente del Bologna, spiega Cazzola, è stato chiaro con la città nel comunicare di non essere più disposto a investire sul Dall’Ara. Una posizione che, a suo giudizio, ha contribuito a spostare il dibattito.

Cazzola indica anche una possibile formula per il futuro: «Fossi in Saputo farei un investimento diretto sull’infrastruttura e un contratto di affitto pluridecennale col Bologna». L’impianto, infatti, non sarebbe destinato esclusivamente alle partite della squadra, ma potrebbe ospitare anche numerosi altri eventi.

La fiducia nel Bologna e in Palladino

Lo sguardo di Cazzola si sposta poi sul Bologna calcio. L’ex presidente manifesta «grande stima» nei confronti del management, sottolineando come negli ultimi anni abbia commesso pochissimi errori.

Non tutto, ammette, è andato secondo i piani, ma la fiducia rimane. «Rimango ottimista», dice, legando parte delle possibilità di ripresa anche alla situazione degli infortuni. E sul nuovo allenatore non ha dubbi: «Palladino è un ottimo allenatore».

Cazzola e le prossime elezioni a Bologna

In chiusura, Cazzola torna anche sulla politica bolognese e sulla sua esperienza da candidato sindaco per il centrodestra. «Non mi sono mai fatto mancare niente», scherza, prima di ribadire quello che definisce il filo conduttore della propria vita: «Il grande amore per la mia città».

Guardando alle prossime elezioni, Cazzola sostiene che Matteo Lepore, sindaco in carica, al momento non sembri avere avversari. La sua lettura del centrodestra è che il problema risieda nella difficoltà di presentare un candidato che possa rappresentare una reale alternativa.

Secondo Cazzola, questa situazione sarebbe legata a una concezione presente da decenni all’interno di quei partiti: l’idea che Bologna non sia una città contendibile.

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