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Serie A, la classifica dei saldi di mercato dal 2021 ad oggi: la posizione del Bologna

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Marco Di Vaio, direttore sportivo e uomo calciomercato del Bologna (© Damiano Fiorentini)
Marco Di Vaio, direttore sportivo del Bologna (© Damiano Fiorentini)

Il Bologna di Saputo è una delle tre società di Serie A, insieme a Inter e Atalanta, che negli ultimi cinque anni è riuscita a far crescere il proprio valore sportivo, raggiungendo i piani alti e l’Europa, senza accompagnare questa evoluzione con un saldo negativo sul mercato. La classifica di Transfermarkt, che mette a confronto entrate e uscite dalla stagione 2021/22 a oggi, rappresenta questo: +25 milioni di euro, in una graduatoria dominata dai bilanci in rosso delle grandi.

Ora, la domanda che appare spontanea è: quanto può crescere una società quando sceglie di non inseguire il mercato, ma di provare a farlo lavorare a proprio favore?

Il saldo del mercato del Bologna dall’altra parte della classifica

La fotografia è piuttosto netta. In cima alle società con il saldo peggiore c’è la Juventus, a -371 milioni, seguita dal Milan (-340) e dal Como (-296). Roma (-193), Napoli (-130) e Fiorentina (-70) completano le prime posizioni.

Il Bologna si trova invece dall’altra parte, con un saldo di mercato di +25 milioni. Davanti ci sono Atalanta (+134), Udinese (+123), Sassuolo (+79) e Inter (+55), ma il contesto rende comunque significativo il dato rossoblù.

Perché il Bologna non è più una squadra abituata a lottare per obiettivi marginali. Champions League, Coppa Italia ed Europa League hanno accompagnato la trasformazione del club, senza che questa crescita fosse sostenuta da investimenti fuori scala.

Il valore del modello rossoblù

Il saldo positivo non significa soltanto aver venduto tanto. Significa soprattutto aver trasformato investimenti relativamente contenuti in giocatori dal valore superiore, spesso nettamente, a quello iniziale.

È la conferma numerica di un modello costruito sulla capacità dell’area tecnica di individuare i profili giusti. Una strategia che ha permesso al Bologna di competere con società economicamente più forti senza doverne replicare le spese.

Ma proprio qui si trova la sfida del futuro. Il +25 milioni dimostra che il modello ha funzionato, non che possa funzionare per sempre allo stesso modo. Il perché? Abbiamo provato a ragionarci qui

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2 Commenti

1 Commento

  1. doc

    12 Agosto 2026 at 22:01

    modello che ha funzionato per le tasche di Saputo, il Bologna ogni anno fa meno punti.

    • Giorgio Schiavon

      12 Agosto 2026 at 22:21

      giustissimo approvo in pieno tutto quello che hai detto.. non ce’altro da aggiungere

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