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Saputo, quanto investirà il Bologna per tornare in Europa?

Il Bologna di Saputo si trova a riflettere sugli investimenti: senza Europa calano i ricavi, ma per tornarci serve una squadra competitiva.

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Joey Saputo in Bologna-Celtic 2-2 (©Damiano Fiorentini)
Joey Saputo in Bologna-Celtic 2-2 (©Damiano Fiorentini)

Il Bologna di Saputo si trova in un momento in cui le ambizioni sportive devono necessariamente fare i conti con la sostenibilità economica. E secondo quanto riportato da Claudio Beneforti sul Corriere dello Sport, il bilancio sarebbe sempre tra i principali pensieri della dirigenza. È il rovescio della medaglia di una crescita degli ultimi anni senza mai perdere di vista i conti: Champions League, Coppa Italia ed Europa League hanno portato il club rossoblù su un piano diverso, ma oggi quella spinta finanziaria non è più la stessa.

Gli investimenti del Bologna e la linea di Saputo

Joey Saputo non ha mai trasformato il Bologna in una società disposta a inseguire il mercato a qualsiasi costo. La crescita è arrivata soprattutto attraverso il lavoro dell’area tecnica, dalla capacità di individuare giocatori da valorizzare alle scelte degli allenatori, più che attraverso investimenti fuori scala. È stata questa la formula che ha permesso al club di competere con realtà economicamente più forti e di raggiungere risultati che, sulla carta, sembravano difficili.

Joey Saputo, Bologna (© Damiano Fiorentini)

Joey Saputo, Bologna (© Damiano Fiorentini)

Il punto, però, è capire quanto a lungo possa bastare. Perché se il Bologna ha dimostrato di poter costruire molto anche con risorse inferiori rispetto ad altri club, ogni salto di livello richiede inevitabilmente qualcosa in più. E il mercato di questa estate, almeno per ora, restituisce l’immagine di una società particolarmente attenta a non perdere il controllo del proprio bilancio, soprattutto dopo una stagione senza i ricavi garantiti dall’Europa.

Obiettivo Europa

Per tornare nelle competizioni europee servono squadre competitive e per costruirle servono investimenti. Non spese folli, ma una disponibilità maggiore a rischiare qualcosa sul piano economico. Altrimenti il rischio è entrare in un circolo difficile da spezzare: senza Europa diminuiscono le entrate, con meno entrate si investe meno e con investimenti ridotti diventa più complicato tornare in Europa.

E sullo stadio…

A tutto questo si aggiunge la questione dello stadio. Saputo non ha potuto realizzare il progetto che avrebbe potuto garantire nuove risorse strutturali al club. Ora il percorso verso il nuovo impianto sembra aver ritrovato concretezza e potrebbe cambiare le prospettive economiche della società.

Il Bologna ha già dimostrato che con le idee si può arrivare lontano. La domanda, adesso, è se per fare il prossimo passo saranno sufficienti ancora una volta soltanto quelle.

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