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Come gioca la seconda Lazio di Maurizio Sarri?

I biancocelesti del tecnico toscano affronta il Bologna tra le difficoltà del mercato bloccato e l’evoluzione tattica verso un gioco più verticale, cercando certezze e rilancio nel 14° turno di Serie A.

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Maurizio Sarri, allenatore della Lazio
Maurizio Sarri (© SS Lazio)

La Lazio domani ospita il Bologna all’Olimpico, in una delle gare più importanti del 14° turno. La squadra biancoceleste in estate ha riaccolto Maurizio Sarri di ritorno sulla panchina della Lazio dopo poco più di un anno.

Nel marzo del 2024, infatti, il tecnico toscano aveva lasciato la formazione capitolina dimettendosi dall’incarico. Dopo l’interregno di Tudor e la scorsa stagione con Baroni, chiusa fuori dalle coppe dopo tanti anni, Lotito ha deciso di riaffidarsi al tecnico ex Napoli e Juve.

Un ritorno burrascoso per via del blocco del mercato imposto alla Lazio dalle regole della FIGC. Uno stop di cui l’allenatore al momento della firma non era stato informato. Una situazione che inevitabilmente ha inficiato anche l’andamento e la gestione di Sarri nella sua seconda esperienza alla Lazio.

Il modulo della Lazio di Maurizio Sarri

Come detto, il blocco del calciomercato per via dell’indice di liquidità non in linea con il regolamento della FIGC ha costretto la Lazio e Sarri a fare di necessità virtù. I biancocelesti insomma sono ripartiti dal gruppo che lo scorso anno aveva fatto bene fino alla primavera con Marco Baroni.

Un gruppo, che con piccole modifiche tattiche, Sarri ha riportato al suo modulo preferito ovvero il 4-3-3. Lo scorso anno infatti Baroni aveva optato il 4-2-3-1. Un modulo simile al 4-3-3, che però il tecnico ex Juve interpreta diversamente come atteggiamento tattico

Atteggiamento e differenze col passato

Dovendosi adattare al gruppo pre esistente, Maurizio Sarri nella sua seconda esperienza con la Lazio ha ammesso di doversi adeguare a fare un calcio diverso dal suo credo. Non una novità, perché già ai tempi della Juve, Sarri aveva dovuto derogare ai propri principi.

Il tecnico di Figline Valdarno, infatti, preferisce un gioco meno verticale, meno istintivo e più ragionato. Le squadre dell’ex Napoli tengono molto il pallone, mantenendo controllo e gestendo il ritmo del gioco con un possesso anche molto orizzontale per poi accelerare quando si creano le possibilità di creare superiorità numerica nelle varie zone del campo. Superiorità che poi si traducono in triangoli e uno-due a bucare verticalmente le linee difensive dell’avversario.

In questa stagione, però, con le caratteristiche tattiche dei giocatori a disposizione, Sarri ha deciso che la sua Lazio sarà molto più verticale. I biancocelesti dunque tengono meno palla del passato, e così come con Baroni, accelerano sempre molto velocemente in verticale cercando gli uomini tra le linee oppure direttamente gli esterni offensivi, entrambi con licenza di rientrare verso il centro del campo e calciare.

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