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Verso Como-Bologna, Bianchi (TuttoCalcioComo): «Snodo importante per l’Europa. La squadra di Fabregas ci crede. Rossoblù in crisi? Colpa del calendario»
Una chiacchierata con il collega Luca Bianchi, giornalista che segue da vicino le sorti della formazione lombarda. Dall’attualità fino ai progetti della società comasca per il futuro.
I rossoblù provano a voltare pagina, in attesa di chiudere definitivamente il girone di andata con la gara saltata per la Supercoppa. Il Bologna va al Sinigaglia per la gara di ritorno contro il Como, in quello che è un vero e proprio scontro diretto per l’Europa.
Per parlare del Como, della stagione dei lombardi e della sfida col Bologna, abbiamo parlato con il collega di TuttoCalcioComo, Luca Bianchi.
Come arriva il Como alla sfida col Bologna?
«Il Como arriva alla sfida contro il Bologna con grande entusiasmo, forte di tre vittorie consecutive, che hanno messo in evidenza il carattere dei ragazzi di Fabregas, capaci di imporsi sia lontano dal Sinigaglia sia davanti al proprio pubblico in maniera convincente. Il match con il Bologna rappresenta uno snodo importante, in quanto è un vero scontro diretto per l’Europa tra due realtà emergenti e sempre più consolidate del nostro campionato. Il fattore Sinigaglia, ancora inviolato in stagione, può fare la differenza, e l’obiettivo è quello di dare continuità alle certezze costruite nelle ultime settimane, continuando ad alimentare le alte ambizioni di classifica».
A Como, nell’ambiente, quanto si crede realmente all’Europa?
«Nell’ambiente è ormai un pensiero ricorrente. Dall’allenatore allo spogliatoio, fino ai tifosi, l’Europa è un tema che accompagna quotidianamente il percorso del Como. Mai come quest’anno l’obiettivo appare realmente alla portata. La classifica racconta una squadra in corsa per un piazzamento europeo e un campionato estremamente equilibrato di cui il Como può approfittare. Fabregas prova a frenare gli entusiasmi, ribadendo spesso come non si guardi la posizione e come non esistano obiettivi, ma solo la volontà di continuare a crescere. Questa crescita, però, è sotto gli occhi di tutti: costante, rapida e convincente. L’Europa è un’ipotesi concreta, ma i conti si faranno solo alla fine».
Dopo l’interesse estivo dell’Inter, Fabregas sembra più saldo che mai: qual è in prospettiva il suo obiettivo col Como? Può rimanere ancora a lungo?
«A Como Fabregas non è più soltanto l’allenatore: è un vero e proprio punto di riferimento. Unisce società, squadra e ambiente grazie al lavoro quotidiano, ai risultati e a una comunicazione sempre misurata. Il rifiuto estivo all’Inter è stato un segnale fortissimo. Ha dato credibilità al progetto che non vuole essere estemporaneo. È chiaro poi che quando si affacciano club di caratura internazionale un po’ di timore venga a tutti. Quando Fabregas ribadisce di essere concentrato solo sul Como, però, non mente. Il club guarda a una dimensione europea e internazionale. La qualificazione alle coppe aumenterebbe ulteriormente le possibilità di una permanenza. Anche perché ha un contratto lungo e un peso specifico importante in società. Al momento, si può guardare al futuro con lui con tranquillità».
A proposito del Como, si parla spesso del fatto che ha portato tanti giovani italiani nel settore giovanile. Come sta procedendo quel progetto?
«Il progetto sta procedendo molto bene e i riscontri arrivano direttamente dal campo. Il Como guida il girone A di Primavera 2 con 27 punti, davanti al Lecco, pienamente in corsa per la promozione diretta sfumata lo scorso anno soltanto all’ultima giornata. In estate, il club ha lavorato in modo silenzioso ma mirato, inserendo profili provenienti da vivai di alto livello e valorizzando i ragazzi già presenti: Mazzara, Simonetta, Papaccioli, Amadio e Pisano, per citarne alcuni. L’obiettivo è costruire un vivaio capace di produrre talenti per la prima squadra e per le varie nazionali azzurre. Un esempio è Cristiano De Paoli, protagonista con l’Italia U17 con il bronzo al recente Mondiale di Doha. Siamo agli albori di questo progetto, ma ha basi solide e segnali incoraggianti».
Ti aspettavi questa crisi del Bologna? Come pensi si possa risolvere vista dall’esterno?
«La flessione del Bologna secondo me va letta soprattutto alla luce di un calendario durissimo: Atalanta, Inter a San Siro, Napoli tra campionato e Supercoppa e Juventus. Un tour de force che penso avrebbe messo in difficoltà chiunque. Inoltre, questo campionato sta dimostrando come tutte le squadre di vertice attraversino prima o poi un momento di mini-crisi. È successo a Juventus, Inter, Napoli, Atalanta, Roma e lo stesso Como con le due sconfitte di dicembre. Il Bologna non fa eccezione e la strada per uscirne dovrebbe essere quella di evitare allarmismi, continuare a lavorare e pensare partita dopo partita, senza farsi schiacciare dalle pressioni della classifica. I valori ci sono e lo dimostra il fatto che i rossoblù siano ancora pienamente in corsa per l’Europa».
Che formazione schiererà Fabregas?
«Fabregas dovrebbe ripartire da una formazione molto simile a quella vista a Pisa, con qualche cambio obbligato. In difesa è atteso il rientro di Diego Carlos, con la possibile ricomposizione della coppia centrale con Kempf, vista la squalifica di Jacobo Ramon. A centrocampo resta aperto il ballottaggio tra Caqueret e Da Cunha, con quest’ultimo che ha avuto un impatto molto positivo a Pisa, mentre è inamovibile Perrone. Come sulla trequarti Nico Paz, mentre a sinistra Jesus Rodriguez va verso la quarta maglia da titolare consecutiva. A destra è aperto il duello tra Kühn e Vojvoda. In attacco non ci sono dubbi: Douvikas sarà ancora il riferimento offensivo, reduce dalla doppietta di Pisa che lo ha portato in cima alla classifica marcatori del Como assieme a Nico Paz».
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