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Calciomercato Bologna, da Berna a Darmian: quando la sorpresa arriva a zero

La storia dei colpi a zero dell’era Saputo

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Federico Bernardeschi durante Bologna-Inter 2025/26 (© Damiano Fiorentini)
Federico Bernardeschi durante Bologna-Inter 2025/26 (© Damiano Fiorentini x 1000cuori rossoblu)

Matteo Darmian dovrebbe vestire la maglia del Bologna almeno fino al termine di questa stagione grazie a una trattativa lampo. Manca ormai soltanto l’ufficialità, che però arriverà soltanto tra un paio di settimane in seguito a dei test fisici e una lunga serie di allenamenti.

L’ex Inter e Man United sarà dunque, in caso di conferme ad oggi estremamente probabili, il diciannovesimo colpo a titolo gratuito dell’era Saputo. Senza contare, ovviamente, la campagna estiva del 2014, quando il Presidente non aveva ancora acquisito il club pur per poco più di un mese. Spesso e volentieri i nomi scelti dalla dirigenza si sono rivelati corretti e sono entrati nella memoria collettiva: in questo articolo andremo a rivederli tutti, sperando che Darmian possa colmare con esperienza e qualità il vuoto lasciato dallo sfortunato Holm.

La prima era Saputo: tanta esperienza al servizio del club

Nelle sue prime stagioni a Bologna, Joey Saputo aveva in mano un club con delle aspettative ben diverse rispetto a quelle che i felsinei hanno oggi. I tifosi lo ricorderanno senz’altro, perché sotto la gestione Donadoni il club ha sempre lottato per salvarsi in maniera serena, dopo la promozione della prima stagione targata Lopéz/Rossi.

Ad una rosa con questo tipo di ambizione serve sicuramente un nocciolo di esperienza, uno zoccolo duro intrepido capace di calciare palloni bollenti. Pertanto, dopo il raggiungimento della Serie A sono approdati alla corte emiliana giocatori come Franco Brienza, Matteo Brighi ed Antonio Mirante. Dei tre, l’ultimo è stato sicuramente il giocatore capace di regalare più gioie ai tifosi, prima di trasferirsi alla Roma e chiudere la carriera come riserva al Milan.

Rodrigo Palacio (@Damiano Fiorentini)

Rodrigo Palacio (@Damiano Fiorentini x 1000cuori rossoblu)

Il momento del Trenza

Nell’estate del 2017, dopo una stagione in cui nessuno tra Vassallo, Fofana, Perucchini e Musto si è rilevato fondamentale alla causa, sono arrivati a Casteldebole Poli e Palacio, assieme a Santurro ex Siracusa. I primi due si sono rivelati pedine essenziali dell’era Donadoni, soprattutto El Trenza, che ha superato abbondantemente le 100 partite con la maglia dello Squadrone. La sua ultima ballata è arrivata nel Derby contro la Fiorentina, con una tripletta che ha solcato la memoria collettiva. In generale, un giocatore come l’argentino difficilmente si dimentica, anche anni dopo il suo ritiro.

Inzaghi, Mihajlovic e l’assestamento: un Bologna di transizione

Estate 2018. Dopo l’addio di Donadoni, il Bologna sceglie di puntare su Pippo Inzaghi, reduce da due stagioni in crescita nella laguna di Venezia. La campagna acquisti del club, che superò i 30 milioni complessivi per nomi come Svanberg, Skorupski e Santander, segnò un netto cambio di strategia dei rossoblu. Dall’usato sicuro si passa a qualche investimento più azzardato e verde e, conseguentemente, la pesca dagli svincolati (e parametri zero) si riduce a dismisura.

Nei tre anni successivi, contando anche la gestione di Sinisa, soltanto due giocatori hanno raggiunto la Dotta a zero: Lorenzo De Silvestri e Mitchell Dijks, due terzini che hanno inciso nello spogliatoio e che, per tutto il capitolo felsineo, hanno saputo onorare la maglia con regolarità ed esperienza.

Thiago e Vincenzo, un Bologna che sa di Europa

Con la prima estate di Thiago, nel 2022 la dirigenza si trovava di fronte ad un mercato complesso ma che, col senno di poi, ha cambiato il futuro del Bologna. L’anno della quiete prima della tempesta, con tutte le accezioni positive del caso, ha portato sotto le Due Torri Lykogiannis, che ha lasciato sempre a zero proprio quest’estate. Un altro terzino, un altro giocatore esperto che, almeno per i tifosi, avrebbe meritato un altro anno alle spalle di Miranda.

Lo spagnolo ex Betis, peraltro, è stato il successivo svincolato voluto dal club. L’obiettivo era quello di portare in Emilia un titolare esperto e di classe ma al contempo giovane, in linea con le idee della società. La Champions, d’altronde, era un traguardo storico e un impegno da onorare: i rossoblu non potevano farsi sfuggire l’occasione di acquistare uno dei migliori assistmen del campionato e, col senno di poi, pescare di meglio sarebbe stato quasi impossibile.

Berna e Ciro

Dopo questa lunga sfilza di esterni difensivi, giungiamo finalmente agli ultimi tre parametri zero della storia rossoblu. Bernardeschi, Immobile e Gillier sono giocatori molto diversi, sia per doti sia per percorso felsineo. Perché, se Ciro si è rivelato un colpo non fortunato e il cileno va ancora valutato, il 10 si è rivelato il vero trascinatore di questa squadra. Al talento, che c’è sempre stato, l’ex Juve ha saputo aggiungere esperienza e cuore, doti fondamentali in una città-famiglia come Bologna.

Aspettarsi da Darmian lo stesso impatto avuto da Berna sarebbe ingeneroso, sbagliato, sicuramente esagerato. Però ciò che questo lungo cammino ci ha dimostrato è che, come ogni lista di mercato, gli svincolati possono regalare anche grandi gioie. E questo è l’augurio più grande che possiamo fare all’ex Inter, pronto ad iniziare un nuovo passo della sua lunga carriera ai vertici del calcio italiano.

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