Bologna FC
Di Francesco e quella panchina sfiorata: il retroscena della scelta di Tedesco
Il tecnico del Lecce avrebbe potuto raccogliere l’eredità di Vincenzo Italiano, ma la dirigenza ha preferito puntare su un’altra strada.
Il Bologna avrebbe potuto ritrovarsi Eusebio Di Francesco sulla propria panchina. Il tecnico, oggi alla guida del Lecce, è stato infatti uno dei profili valutati dalla dirigenza rossoblù durante le riflessioni per individuare il successore di Vincenzo Italiano. La scelta finale è ricaduta su Domenico Tedesco, ma il percorso che ha portato alla decisione non è stato immediato. Sul tavolo c’erano diverse candidature e, tra queste, anche quella dell’allenatore giallorosso.
La preferenza per Tedesco si inserisce in un quadro di valutazioni già avviato in passato. Due anni prima, dopo l’addio di Thiago Motta, il Bologna aveva preso in considerazione proprio il tecnico tedesco, insieme a Francesco Farioli e Raffaele Palladino. L’occasione per cambiare direzione arrivò quando Italiano si liberò dalla Fiorentina: la dirigenza individuò nell’ex allenatore viola il profilo adatto per raccogliere l’eredità di Motta, anche alla luce della sua capacità di gestire gli impegni tra campionato, coppe europee e Coppa Italia. Una scelta che si sarebbe rivelata particolarmente azzeccata.

Domenico Tedesco, nuovo allenatore del Bologna (© Depositphotos)
Di Francesco, il rapporto con Tedesco e il nodo Palladino
Tra le ragioni che hanno portato il Bologna a puntare su Tedesco c’è anche il rapporto positivo mantenuto negli anni con l’allenatore, così come con Palladino. La società conosceva già il profilo del tecnico tedesco e ha deciso di affidargli il nuovo progetto, lasciando Di Francesco tra le alternative considerate. Una decisione che assume un significato particolare alla vigilia della partita contro il Lecce: domani il Bologna lo affronterà da avversario, ma in estate le strade avrebbero potuto incrociarsi diversamente.
Resta poi la domanda su Palladino, un altro nome che avrebbe potuto entrare concretamente nella corsa alla panchina. La spiegazione più immediata riguarda il contratto che lo legava all’Atalanta, un ostacolo non secondario per qualsiasi trattativa. Esisteva però anche una questione più delicata: convincerlo ad accettare le condizioni economiche e le strategie di un mercato improntato alla sostenibilità sarebbe stato probabilmente più complicato rispetto a quanto accaduto con Tedesco. Il Bologna ha così definito le proprie priorità, scegliendo una strada diversa da quella che avrebbe potuto portare a Di Francesco.
Continua a leggere le notizie di 1000 Cuori Rossoblu e segui la nostra pagina Facebook
