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Verso Parma-Bologna, il doppio ex Torrisi: «Io tifo Bologna. Palladino ha dato fiducia a chi l’aveva persa»

Palladino ha restituito serenità a un gruppo che sembrava aver smarrito le proprie certezze. Secondo Torrisi, però, il Parma di Gilardino è un avversario da non sottovalutare, soprattutto per la sua capacità di colpire in ripartenza.

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Raffaele Palladino, allenatore del Bologna (© Damiano Fiorentini) prossime partite
Raffaele Palladino, allenatore del Bologna, prima della gara contro l’Inter (© Damiano Fiorentini)

La sfida al Tardini si avvicina e, in vista di Parma-Bologna, il cambio in panchina in casa rossoblù continua a far discutere. A soffermarsi sulla trasformazione della squadra è Stefano Torrisi, ex difensore di entrambe le formazioni, che in un’intervista rilasciata a Massimo Vitali per Il Resto del Carlino ha analizzato l’impatto di Raffaele Palladino, soffermandosi sulla ritrovata fiducia di alcuni giocatori e sulle nuove soluzioni tattiche. Uno sguardo, ovviamente, anche agli avversari…

Le dichiarazioni di Stefano Torrisi verso Parma-Bologna

Torrisi sul cambiamento in panchina del Bologna, da Tedesco a Palladino:

«Palladino ha sicuramente cambiato qualcosa nella testa dei giocatori: il che non significa che lui ha fatto un lavoro super e Tedesco aveva fatto solo cose negative. Ma il cambio di mentalità della squadra fa pensare che prima non ci fosse una grande comunicazione tra Tedesco e i giocatori. Palladino invece è entrato nelle loro teste: diciamo che ha rimediato a una situazione di confusione mentale. C’è riuscito, per esempio dando fiducia a chi l’aveva un po’ persa».

Per esempio a Casale?

«Sì, e sono contento per lui. Dopo le prime due stagioni in rossoblù di fronte a certe prestazioni qualche domanda me l’ero fatta. Credo che si possa dire che fin qui la sua avventura col Bologna era stata fallimentare: con Palladino invece sembra essersi ritrovato».

Torrisi ha le idee chiare sul cambiamento di Palladino, anche e soprattutto per quanto riguarda la difesa:

«Passare dalla difesa a quattro alla difesa a tre è stato un cambiamento importante. Perché senza Lucumi i vari Heggem, Helland e Vitik in una difesa a quattro vanno in difficoltà. Dei tre quello che vedo meglio nella nuova linea di Palladino è Vitik, che giocava da braccetto di destra anche nello Sparta Praga e che adesso in quella posizione potrà trovare più spazio».

Intanto sull’altra sponda c’e un Parma che sembra essersi tirato su col 3-0 di Bergamo.

«Sulla panchina del Parma c’è il mio amico Gilardino, uno che da calciatore ha vinto tutto e che da allenatore ha fatto tutto il percorso partendo dal basso, Alberto l’ho conosciuto proprio al Parma, nel 2002-2003, quando per sei mesi siamo stati compagni di squadra. E’ un ragazzo con la testa sulle spalle, che si è sempre conquistato tutto col lavoro».

Torrisi sul tema centravanti del Bologna:

«Nel calcio di oggi il centravanti è importante per le grandi squadre, ma è diventato meno strategico per le altre, dove prevale l’idea di un ‘nove’ più di manovra. Dopodiché se guardo a Piccoli, Dovbyk ed Enem vedo tre centravanti che in passato non hanno avuto continuità di rendimento. E che sono venuti a Bologna per trovarla».

Come chiusura di questa intervista, Vitali fa un inevitabile ritorno al passato con il ricordo dello spareggio salvezza del 2005 che vide Bologna e Parma contendersi la permanenza in Serie A, con Torrisi che vestiva la maglia rossoblù: 

«Per noi finì malissimo: per questo preferisco ricordare le cose belle. A Bologna ho giocato per sei anni e la considero la mia casa. La gente mi vuole bene, oggi come allora, e io tifo Bologna. Parma per me è stata un trampolino importante: anche li si vive bene e anche li conservo tanti amici. Per questo dico: sabato vinca il migliore. Anzi no, facciamo che esca un pareggio: così siamo contenti tutti».

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