Bologna FC
Palladino e Rowe, destini incrociati: lo sliding doors estivo tra Bologna e Atalanta
La crisi della Dea premia il club rossoblù: il tecnico campano vola dopo l’addio ai bergamaschi e l’arrivo in rossoblù, mentre l’inglese delude in nerazzurro. Due sliding doors che oggi fanno sorridere i felsinei e i loro tifosi.
La serata di ieri ha messo l’Atalanta di fronte alla sua prima vera crisi dopo 10 fortunatissimi anni. Il club orobico è crollato di fronte a un Parma che finora aveva dimostrato poco. E nel calderone della crisi nerazzurra, ex squadra di Raffaele Palladino, è finito anche l’ex Bologna Jonathan Rowe.
Una serata che ha messo in luce quanto la gara di Bergamo di settembre, vinta dalla Dea 1-0 allo scadere con gol di Samardzic ed errore di Skorupski, fosse un episodio casuale. Ma soprattutto ha mostrato una squadra con poche idee, pochissimo ritmo, che deprime il talento dei suoi giocatori.
L’addio a Palladino e la scelta di Sarri
Ma la crisi dell’Atalanta ha radici lontane, per cui il Bologna ringrazia. Senza scomodare l’addio di Gian Piero Gasperini, in estate la società lombarda ha deciso improvvisamente di cambiare rotta nella sua storia.
Quindi, alla fine della passata annata ha scelto di salutare Palladino nonostante avesse raggiunto l’obiettivo Europa e ha cambiato strada. Lo ha fatto in maniera radicale scegliendo la coppia Giuntoli-Sarri per direzione sportiva e tecnica.
Il duo toscano ha un’idea di calcio, in particolare l’allenatore, molto lontana da quella della Dea delle ultime dieci stagioni. E l’avvio di stagione ha confermato le difficoltà preventivabili nel cambiare ideologia tattica. Ma non solo, ha messo alla luce un Maurizio Sarri sempre più spento. Le sue idee non fanno più breccia nel calcio moderno e i risultati si vedono: -2 in classifica rispetto alla stessa giornata della passata stagione, eppure un anno fa la Dea decise di allontanare Juric e prendere Palladino.
Sliding doors numero 1
Ben venga, l’esonero dall’Atalanta (per via del mancato accordo sulla rescissione) e l’arrivo di Sarri hanno permesso al Bologna nel momento di necessità di riprendere un vecchio discorso con Palladino.
Oggi i rossoblù con l’ex allenatore della Dea volano e, oltre averla superata nonostante un avvio di stagione horror, la stanno pure staccando.
Rowe, il Bologna e l’Atalanta: lo sliding doors numero 2
Come più volte sottolineato dal club felsineo: Jonathan Rowe non doveva lasciare Bologna questa estate, solo la sua voglia di andare a guadagnare di più all’Atalanta, allenato da Sarri, lo ha spinto a insistere per la cessione.
E finora quella sua insistenza, condita da comportamenti sgraditi alla dirigenza rossoblù, non ha pagato. Finora l’inglese ha deluso: 0 gol e 0 assist in tutte le competizioni. Un po’ per colpa della sua indolenza e un po’ per il modo compassato con cui giocano i nerazzurri: un tikitaccio utile solo a tenere palla e tenere lontani gli avversari dalla porta.
Niente a che vedere col ritmo e la verticalità del Bologna di Italiano (e oggi di Palladino) che valorizzano esterni e trequartista di rapidità e tecnica.
Grazie Dea
Il Bologna non può che ringraziare oggi Sarri, Giuntoli e l’Atalanta: per il “favore” Palladino e per l’addio di Jonathan Rowe, che ha confermato di essere il piantagrane già messo alla porta dal Marsiglia.
E se dispiace non vedere più in rossoblù un talento cristallino come l’ex Norwich. Beh, pazienza, la società si consolerà con 35 milioni di euro in cassa, mentre i tifosi si o no già consolati con la tripletta di Mbangula al Milan.
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