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Bologna FCEuropa League

IL GRILLO PENSANTE – Romanzo di una serata che profuma d’impresa

Non ci sono parole per descrivere l’impresa vissuta giovedì sera. Questa vittoria, complicata prima del fischio di inizio, apre possibili scenari molto interessanti per il finale di stagione.

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L'esultanza di Cambiaghi dopo l'impresa del 3-4 in Roma-Bologna (© Bologna FC 1909)

La tensione che attanaglia le vie di Bologna nei giorni precedenti la notte più importante dell’anno è palpabile, si crede all’impresa. Ogni tifoso sente le viscere irrigidirsi se il pensiero corre veloce a ciò che accadrà nella città eterna. Un giovedì sera diverso da tutti gli altri. Un sorteggio beffardo, il fato che per proprio diletto ha accoppiato già agli ottavi di finale le uniche partecipanti italiane alla competizione. L’ideale sarebbe stato un fiabesco duello nell’epilogo di Istanbul, sarà invece uno scontro fratricida anticipato. Soltanto una resterà in piedi: quella che volerà al turno successivo imbracciando il gonfalone tricolore in rappresentanza di tutta una nazione.

Grande primo tempo bolognese in una cornice fantastica

Il teatro della contesa è da pelle d’oca: oltre 64 mila spettatori, 3.500 supporter rossoblu, uno stadio colorato che somiglia ad un quadro. Il Bologna decide di ravvivarlo con gli spruzzi azzurro flash delle proprie maglie, in campo è però la vivacità dei ragazzi di Italiano ad entusiasmare oltre gli aspetti cromatici. Aggressività, dinamismo, elettricità. Rowe è un funambolo imprendibile per i marcantoni capitolini e dopo appena 22 minuti non lascia scampo a Svilar. Ovviamente la Roma non intende minimamente lasciare il passo, reagisce prima con il palo di Pellegrini e poi pareggia con l’incornata di N’Dicka. Tutto da rifare. Si teme il contraccolpo. Gli occhi sono però quelli giusti, è invece sbagliato l’intervento di El Sharaawy che atterra Zortea in area di rigore. Bernardeschi è freddo come il maestrale, all’intervallo Italiano si può godere il vantaggio.

Nel secondo tempo sembra fatta. Anzi, no.

Nella ripresa l’Olimpico continua a soffiare forte alle spalle dei giallorossi ma dal minuto 58 sono solo i cori dei tifosi rossoblu a rimbalzare tra gli spalti. Ancora Rowe, più fastidioso di una volpe in un pollaio, permette a Castro di sparare un colpo di mortaio che vale il doppio vantaggio. La Roma barcolla. Manca oltre mezz’ora dal termine ma sembra fatta. Invece la Lupa non crolla, riesce prima ad accorciare col rigore di Malen e poi impatta con capitan Pellegrini. Ancora lui. Un alito di vento gelido soffia su Roma, che sia un segno del destino? Al triplice fischio il sospetto di un finale amaro aleggia sinistramente sulla capitale. Un brivido da scrollarsi di dosso senza indugio.

Italiano è il Re di Coppe, e si vede la sua mano nell’impresa

Le sostituzioni degli scatenati Rowe e Castro al minuto 73 sembrano ripercuotersi sui tempi supplementari. Dallinga e Cambiaghi, seppur freschi, appaiono poco brillanti e raramente aiutano la squadra a mantenere il baricentro alto. Ma la Roma è stremata. Ed Italiano è il Re di Coppe. Così gli dei del calcio sanciscono che proprio l’olandese (assist al bacio) ed il buon Nicolò (stilettata chirurgica che accarezza il palo interno) piantino la bandierina rossoblu sui quarti di finale. I reparti di cardiologia del S.Orsola e del Maggiore rischiano il tracollo ma l’impresa è compiuta. Le Due Torri si tingono di rosso e blu, la città è in festa. Una stagione che prometteva di chiudersi mestamente anzitempo regala invece emozioni e speranze. Il prossimo capitolo si chiama Aston Villa, altra possibile impresa, favorita al trionfo finale ed unica squadra ad aver battuto il Bologna ben dodici gare fa. Se la vendetta va servita fredda, mai occasione più opportuna fu concessa.

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