Bologna FC
Aston Villa-Bologna, Ravaglia: novanta minuti per riscattarsi (Stadio)
Ravaglia ripartirà da Aston Villa-Bologna, esattamente da dove ci aveva lasciati: sarà lui il guardiano dei pali nella notte europea
«Normale turnover» aveva detto Marco Di Vaio prima di Bologna-Lecce per spiegare l’inaspettata assenza in campo di Federico Ravaglia. Motivazione confermata anche al termine della gara da mister Italiano, che aveva lasciato intendere di aver scelto di preservare il ragazzo in vista del ritorno di Europa League contro l’Aston Villa, scrive Stadio. Morale? Salvo improbabili sorprese, sarà Ravaglia il guardiano dei pali domani alle 21:00 nella notte di Birmingham.
Ravaglia, difenderà lui i pali in Aston Villa-Bologna
«Fede non può giocarle tutte, si è riposato in vista di giovedì» le esatte parole di Vincenzo Italiano. Niente di più chiaro: Ravaglia ripartirà da Aston Villa-Bologna, esattamente da dove ci aveva lasciati. Non una punizione, ma un semplice turno di riposo prima del più importante impegno europeo finora, con l’obiettivo di resettare la mente.
Federico Ravaglia (© Damiano Fiorentini)
Perché una volta arrivato la Marconi di Bologna, prima di salire sull’aereo diretto a Birmingham, Ravaglia dovrà lascare a terra il peso degli errori commessi nella gara d’andata. La colpa sul primo gol e in parte anche sugli altri due: sarà un’operazione difficile, ma entrare al Villa Park a mente lucida è l’unica speranza.
Novanta minuti per redimersi e scrivere la storia
Per riuscirci, Federico ha usato l’arma del silenzio. Nessun post sui social, nessuna dichiarazione. Un unico pensiero fisso nella testa: tentare l’impresa contro l’Aston Villa e scrivere la storia, di nuovo. Il tutto senza numero uno, Skorupski, e leader dei centrali, Lucumi, ma con grande fiducia in chiunque scenderà in campo dal primo minuto e a partita in corso. In primis Ravaglia: l’unico vero bolognese in campo, che da anni dimostra di essere più di un semplice secondo portiere.
Tra 24 ore sarà il momento di chiarirlo una volta per tutte. Una seconda chance da non sprecare: per sé, per i compagni e per la storia del suo Bologna.
(Fonte: Stefano Brunetti, Stadio)
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