Bologna FC
“Sherlock” Holm: il mastino dei SanSiroville
Lo svedese torna titolare, ma l’attacco è ancora un puzzle…
Lo stacanovismo è un movimento di massa e propaganda nato in Unione Sovietica dopo il 1935, ispirato dal minatore Alexei Stakhanov che stabilì record di produzione spingendo i lavoratori a superare i piani quinquennali e diventando un simbolo di dedizione. Il termine oggi indica chiunque sia estremamente dedito al lavoro, eppure nella famiglia sportiva di Casteldebole questo vocabolo lo abbiamo sentito associare a pochi giocatori. Rotazioni continue, scelte tattiche sempre mutate e formazioni diverse a ogni gara ne hanno impedito l’uso. Qualcosa, però, oggi cambierà, perché Italiano si deve affidare ai suoi stacanovisti, quelli che, nell’ultimo mese, hanno tentato di trascinare la squadra in mezzo a un mare di assenze.
Vincenzo Italiano comunica coi suoi giocatori durante Bologna-Juventus (0-1) (© Damiano Fiorentini per 1000cuorirossoblu)
Dubbi sciolti in difesa: riecco Holm
Già ieri eravamo certi di alcuni pezzi della formazione. Così, che Ravaglia avrebbe difeso i pali e Miranda, con Heggem e Lucumi, l’area, non era di certo un mistero. Assieme a loro, però, sembra che possa esserci Holm. Lo svedese sta staccando la concorrenza di Zortea, anche perché a San Siro lo scorso anno ha saputo mettere in difficoltà la difesa avversaria segnando un gol fondamentale per il 2-2 finale. Da quel quindici gennaio iniziò la sua ascesa che lo ha reso uno dei terzini più continui, un fattore decisivo in tutto il campionato. E, curiosamente, da allora non è mai stato insidiato così tanto. Il 20 scalpita: contro l’Inter serve mandare un preciso segnale, come l’anno scorso.
Italiano e Niccolini, in Bologna-Brann, non sono riusciti ad ottenere quel passo avanti in classifica (@Damiano Fiorentini per 1000cuorirossoblu)
Un centrocampo in costruzione
Ferguson in mediana sarà del match, assieme a Moro che è in netto vantaggio su Pobega. I quattro davanti, invece, sono ancora in costruzione: ci sarà Orso, e poi? Probabilmente Odgaard, Cambiaghi e Castro, ma dare per vinta la concorrenza sarebbe un errore enorme.
Fonte: Stadio, Dario Cervellati
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