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Primavera Bologna, Gnudi crede nei playoff
Riccardo Gnudi, portiere classe 2008 del Bologna Primavera crede nella rincorsa playoff: «Abbiamo qualità e fame per arrivarci».
Nel Bologna Primavera che si gioca tutto nel finale di stagione, tra i pali si è fatta strada una novità importante. Riccardo Gnudi, classe 2008, ha trovato spazio in un momento complicato e ha risposto con prestazioni affidabili. «A inizio stagione non mi sarei mai aspettato tutte queste presenze», racconta, ripercorrendo un’annata che lo ha visto crescere partita dopo partita.
Portiere: tra crescita e occasione colta
Tra i pali non c’è tempo per abituarsi: bisogna rispondere subito. La stagione del Bologna, segnata dagli infortuni dei portieri, ha cambiato completamente le gerarchie, creando spazio anche per chi, inizialmente, era più indietro.
L’assenza di Skorupski e lo stop di Happonen hanno portato a uno scorrimento generale: Ravaglia primo, Pessina secondo e Franceschelli terzo in prima squadra. E in Primavera? La scelta è ricaduta su Gnudi, che ha saputo trasformare l’occasione in qualcosa di più.
«Ho sempre cercato di farmi trovare pronto», spiega. Dopo 11 panchine consecutive, è tornato titolare, ritrovando continuità dopo il periodo tra fine novembre e inizio gennaio, quando aveva già giocato otto partite di fila. In stagione sono 9 le presenze tra campionato e Coppa Italia, con prestazioni convincenti, tra cui quella contro il Frosinone.
Percorso tra sogni e crescita
Dietro alle sue prestazioni c’è una storia fatta di passione vera. «Giocavo nel Fossolo quando è arrivata la chiamata del Bologna Under 14, mi sembrava un sogno», ricorda Gnudi. Un sogno che continua ancora oggi, con la maglia della squadra che ha sempre tifato.
«Essere qui significa inseguire il mio obiettivo, quello di diventare calciatore», aggiunge. Ma nulla era scontato: all’inizio dell’anno non pensava di trovare tutto questo spazio.
Come riportato da Più Stadio e firmato da Davide Centonze, il giovane portiere si è fatto trovare pronto nel momento giusto, sfruttando al massimo le opportunità nate dagli infortuni dei compagni. «Quando sono stato chiamato ho cercato di dare sempre il massimo», sottolinea.
Importante anche il rapporto con Franceschelli: «C’è sempre stata competizione ma anche amicizia. Quando è stato chiamato in prima squadra sono stato il primo a essere felice per lui, perché è il sogno di tutti».
Obiettivi nel mirino
Adesso il presente parla chiaro. Gnudi difenderà con ogni probabilità la porta rossoblù fino a fine stagione, con un obiettivo ben preciso davanti. Il Bologna è ottavo con 45 punti, a una sola lunghezza da Inter e Atalanta. Il sesto posto, che vale i playoff, è vicino. Ma la classifica è cortissima e ogni partita può cambiare tutto.
«Noi ci crediamo», dice senza esitazioni. «Sappiamo di avere le capacità per farlo». Ma servirà attenzione massima: «Dobbiamo restare concentrati partita dopo partita, perché ogni gara sarà durissima».
La chiave è il “furore”
E allora, cosa può fare davvero la differenza in questo finale? Gnudi non ha dubbi: «La parola chiave è furore. Dobbiamo giocare con voglia, con fame di portare a casa il risultato», spiega. Una mentalità chiara, trasmessa da Morrone e condivisa da tutto il gruppo.
La corsa è ancora aperta, il traguardo è lì. Tutti ci credono. Basterà questa fame per arrivare fino in fondo?
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