Bologna FC
Il Grillo Pensante – Si rialza la testa
Dopo quasi due mesi il Bologna torna a vincere in campionato, una vittoria nel recupero col Verona che permette di rialzare la testa.
I sintomi del malessere che aveva colpito la banda rossoblu ad inizio dicembre stanno (forse) iniziando a scemare dopo settimane di agonia e si rialza la testa. Sono trascorsi ben cinquantaquattro (54!) giorni da quel meraviglioso pomeriggio friulano del 22 novembre in cui la doppietta di Pobega ed il sigillo di Bernardeschi affondarono l’Udinese. Cinquantaquattro giorni senza vittorie in campionato. Quel riscatto, contro una delle bestie nere della storia recente, fece spirare su Bologna una brezza vagamente profumata di lotta scudetto. Appaiati all’Inter e a sole tre lunghezze dalla capolista Roma, un aroma talmente inebriante da creare vertigini vere. Come in effetti è stato.
Il complicato periodo rossoblu è figlio di più cause
Il motivo di un crollo prestazionale tanto repentino non può essere soltanto uno. Probabilmente la squadra si è un po’ imborghesita, ha pensato di cavalcare un’onda di intraprendenza destinata a durare per inerzia. In realtà, una scia tanto luminosa era supportata dall’energia sprigionata da chiunque calcasse il manto erboso, venendo a mancare un po’ di foga agonistica il campo da gioco ha presentato immediatamente il conto.
Il ritmo asfissiante di un calendario con partite ogni tre giorni è un’altra causa non trascurabile. La velocità e la reattività dei ragazzi in maglia rossoblu si sono progressivamente appannate e, in un sistema di gioco dispendioso come quello di Italiano, bassa intensità equivale a prestare continuamente il fianco.
Infine, anche l’assenza di Remo Freuler ha pesato. Per qualche partita si può nascondere la polvere sotto il tappeto senza grandi affanni, alla lunga se manca chi pulisce lo sporco viene a galla. Uno sporco che ha intasato via via gli oliati ingranaggi rossoblù.
Difesa da registrare, soltanto lo stakanovista Heggem regge nel momento di difficoltà
Già dalla seppur larga vittoria interna col Salisburgo si erano notate le prime voragini difensive. Poi, con la Cremonese, simili lacune hanno portato ad uno scivolone tanto rovinoso quanto inatteso. Se la sconfitta coi grigiorossi poteva però essere archiviata come un calo di tensione temporaneo, i due punti raccolti nelle successive cinque gare di Serie A non potevano lasciare spazio ad interpretazioni (peraltro con tre gol fatti ed otto subiti, oltre alla retroguardia ballerina anche l’attacco si era inceppato). Crisi conclamata. In difesa Lucumi appariva sempre più distratto da voci fuori campo, con Vitik e Casale spesso in infermeria anche l’applicato stakanovista Heggem (acquisto quantomai azzeccato) iniziava a mancare un po’ in lucidità. In questi giorni Sartori ha pensato provvidenzialmente di affidargli l’inserimento del giovane connazionale Helland prelevato dal Brann per oltre sette milioni di euro. Qualche aiuto da casa inizia ad arrivare.
Si rialza la testa, con la Fiorentina possibile cogliere due piccioni con una fava
La vittoria in settimana nel recupero esterno col Verona ha permesso di rialzare la testa dopo tante settimane. Tante le note positive. Tutto il reparto di attacco ha brillato. Orsolini, Odgaard e Castro hanno siglato reti di pregevole fattura, Dominguez oltre ad un assist ha indossato l’argento vivo sfoggiato in più occasioni lo scorso anno. Nell’altro lato del campo Ravaglia ha confermato per l’ennesima volta la propria affidabilità. Freuler è incappato in un ingenuo autogol ma il suo rientro è acqua nel deserto. La retroguardia non è apparsa ancora impeccabile ma il Bologna è una squadra ancora convalescente. La vittoria è un tonico sostanzioso che accelererà il processo di guarigione. E domenica, nell’orario vintage ma sempre gradito delle 15:00, al Dall’Ara arriverà la Fiorentina. Lo sviluppo della gara d’andata brucia ancora come il fuoco, l’occasione è ideale per cogliere due piccioni con una fava. Occorre riscattare le ingiustizie perpetrate al Franchi e rimettersi ufficialmente in sella per la corsa verso l’Europa.
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