Bologna FC
Lezioni di Italiano – 27590 meno Uno
Il campo ha raccontato di un Bologna, brutto e senza nerbo; ma fuori dal campo tutti uniti nel ricordare la perdita di un grande uomo, prima ancora che un Presidente.
Doveva essere la prova del nove, del dieci, uno più zero, per dimostrare a tutti che un mese e mezzo di flessione ci può stare, è fisiologico. Bologna-Fiorentina si apre così, carica di aspettative da ambo le parti e con un macigno sul cuore. Il Presidente viola, dall’altra parte dell’oceano, se n’è andato, ci ha lasciati. La Fiorentina ha vissuto diverse tragedie negli ultimi otto anni: Davide Astori, Jo Barone e ieri Rocco Commisso. Ma del Presidente Rocco ne riparleremo alla fine, perchè non ci sottraiamo a riconoscere, in “nemico” agonistico, una «persona umile e buona (cit. Vincenzo Italiano)». Torniamo al campo, dove si giocava l’ennesimo Derby dell’Appennino. Si è giocato e si è perso, diremmo meritatamente
Bologna-Fiorentina: uno a due
Si diceva delle aspettative, Verona era un pallido sole e si aspettava l’estate agostana, al Dall’Ara contro la Fiorentina. E invece, sotto una pioggerellina fine e insistente, il primo tempo del Bologna scivola via, impalpabile, senza (o quasi) un tiro in porta. Freuler, in ritardo di condizione e Pobega riescono a fatica a contrastare Mandragora, Fagioli e Ndour, mentre Holm continua a fornire prestazioni svagate e di poca sostanza. Tant’è vero che il primo gol nasce da un contrasto perso sulla sua fascia. E se contiamo che nella sola prima frazione si contano due gol validi, uno annullato e due palle gol nitide, credo che all’intervallo il 2 a 0 per gli ospiti ci stia tutto. Mentre noi, così dice la grafica della Tv a pagamento, nella casellina dei tiri in porta abbiamo uno zero.
Nel secondo tempo Vincenzo, che non ci sta (nonostante il groppo al cuore), cambia quattro giocatori: al 46′ entrano Rowe, Fabbian, Moro e Zortea. E qualcosa si inizia a intravvedere, ma nulla di trascendentale, anche perchè la viola, col passare dei minuti, va in riserva di ossigeno. Così il mese e mezzo di passione si allunga, perchè la squadra gioca male e imbarca gol in maniera impressionante. E solo Giovannino “levatelo dal mercato” Fabbian, la mette dentro alla sua maniera, d’irruenza con la testa. Siamo all’88’, troppi pochi minuti mancano per poter sperare che il sogno diventi realtà. E così, l’assalto all’arma bianca, si tramuta in una tonnara nell’area viola, ma non si concretizza con un pallone dietro a DeGea. Giovedì c’è il Celtic, si spera che in Europa si cambi marcia.
Una persona umile e buona
E così oggi al Dall’Ara mancava lui, lui che avrebbe voluto essere presente, per seguire la sua Fiorentina, di cui era innamorato. Chiudiamo con le parole del nostro allenatore, che è stato, per tre anni, il suo allenatore.
« Ricordo il grande Pres, è una perdita enorme per il calcio e per Firenze, non avevo mai visto un amore così. Arrivai a Firenze e mi portò ovunque, è una persona umile e buona così come sua moglie, erano inseparabili. Sono davvero addolorato, non pensavo si arrivasse a questo. Mando un abbraccio a tutti». Fai buon viaggio, Rocco.
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