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Bologna FCEuropa League

Lezioni di Italiano – (B) Aston Villa

Resettare, ammettere che gli avversari ieri sera erano forti e tornare a giocare sui livelli di ottobre novembre: la stagione può regalare ancora sorprese, ma l’iimperativo è “Crederci”.

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Santiago Castro in Bologna-Aston Villa (© Damiano Fiorentini)
Santiago Castro in Bologna-Aston Villa (© Damiano Fiorentini)

Non ci uniamo al coro disfattista, alzatosi dopo il triplice fischio di Sharer, arbitro (modesto, ndr) di Bologna-Aston Villa, ma prendere atto di quello che non è andato è necessario. Una bastonata che ha compromesso il cammino europeo, anche se, ufficialmente, ci sono 90 minuti ancora da giocare al Villa Park.

Perchè imparare dagli errori è una delle prime cose da mettere in campo per migliorare. Ammesso e non concesso che lo si voglia veramente.

Bologna – Aston Villa: quello che poteva essere e non è stato

Mettiamolo in premessa: siamo delusi, delusissimi, ma non possiamo dimenticare il cammino che ci ha portato fin qui, come non ci riesce facile scordare questi ultimi tre anni. Tre stagioni il cui saldo netto delle emozioni è sicuramente a credito e non di poco.

Poi ieri sera si è parlato di episodi, negativi, che ci hanno detto male, che hanno mutato il corso della partita. Ci si può allenare agli episodi negativi? Crediamo proprio di si, ma occorre tempo e decisioni anticipatorie sulla direzione che si vuole prendere in futuro. Perchè se vendiamo Calafiori e Beukema, con cui siamo andati in Champions League, e compriamo Heggem e Vitik, quantomeno dobbiamo dare loro tempo di crescere e affermarsi. Ammesso (e non concesso) che lo spessore tecnico sia il medesimo.

Altrimenti abbiamo fatto “cassa” e abbiamo depauperato il valore della squadra. Punto.

Tornando ai 90 minuti di ieri sera, con un pizzico di maggiore precisione in più, alla mezz’ora, potevamo essere, tranquillamente, sul 2 a 0. Ma per una questione di millimetri, sia il gol annullato di Castro che la traversa di Ferguson non ci hanno permesso di prendere il largo.

Castro festeggia il gol che poi verrà annullato in Bologna-Aston Villa (@Damiano Fiorentini)

Castro festeggia il gol che poi verrà annullato in Bologna-Aston Villa (@Damiano Fiorentini)

Così sempre per una questione di millimetri, i guantoni di Ravaglia non arrivano sul pallone di un calcio d’angolo che poi Konsa, di testa insaccherà. Episodi che potevano portarci sul 2 a 0 all’intervallo e davvero sfiorare l’impresa. Ma con “i se e i ma” la storia non si fa.

La differenza fra noi e i Villans

Non ci vogliamo girare intorno ma se il valore della rosa dei claret-blu di Emery si aggira sui 547 milioni e il Bologna 275 milioni (cioè poco più della metà), forse è legittimo porsi qualche domanda. Non vogliamo scadere in un “giustificazionismo” di maniera, ma non possiamo neanche far finta che questa differenza non esista. Anche se nel primo tempo questa differenza non si è vista, anzi i padroni di casa sono stati “padroni” del gioco e l’Aston Villa, gol a parte, non ha prodotto contenuti offensivi di rilievo.

Poi Emery è allenatore di grande esperienza internazionale (ha vinto 4 volte l’Europa League) e l’Aston Villa schiera un campione del mondo in porta e diversi nazionali, che ieri hanno risolto la partita. Giocatori maggiormente “allenati” a calcare certi palcoscenici (come quelli europei) che permettono di saper gestire la narrativa di una partita, anche quando le cose non si mettono bene. E ieri si è visto nella sua interezza.

E dire che sia noi che loro abbiamo 17 stranieri in rosa, con una percentuale sul totale pressochè identiche. Ma è sulla qualità del sistema Premier League che dobbiamo ragionare. Adesso andiamo a Birmingham e giochiamo il ritorno: poi ci sarà il tempo per fare considerazioni sul Bologna e su tutto il calcio italiano.

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1 Commento

1 Commento

  1. Marco Bettocchi

    10 Aprile 2026 at 23:47

    C’è poco da dire. Quando si vuole spendere poco si comprano giocatori modesti che non possono fare più di tanto. Ringraziamo questi ragazzi per quello che hanno fatto ma dobbiamo accettare il fatto che il Bologna non è una squadra da zone alte di nessuna classifica. Aurea mediocrità e basta. Se si vuole tornare in alto e restarci ci vogliono tanti soldi che questa società non ha voglia di spendere. Pace amen.

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