Bologna FC
Lezioni di Italiano – P-Rowe tecniche di futuro
Non ci sono certezze su come sarà costruita la rosa, per la prossima stagione. Ci siamo semplicemente limitati a fare un paio di ragionamenti in chiave futuristica. Poi, però, ci pensa Sartori.
Ci sono speranze che non muoiono, come pensare di vincere a Napoli per 2 a 3 con gol al 91esimo di Jonathan Rowe. In Rowesciata (non è nostra ma la sfruttiamo, perchè il gesto atletico che ci fa vincere, vale da solo il biglietto). Tolti 6 punti (dicansi sei) ai campioni d’Italia, in lotta per un gran pezzo di campionato con l’Inter per rivincere lo scudetto. Spostiamo a fra due settimane ogni giudizio su quanto sta per finire, ma apriamo il capitolo della prossima stagione, quella 2026/27 con una domanda: quale ambizione?
Rowe, Bernardeschi e Castro da rinnovare per almeno il prossimo biennio
Napoleone diceva che “la miglior difesa è l’attacco”. Per cui se, come sembra, perderemo Lucumi, il miglior giocatore della nostra retroguardia, è l’attacco che va confermato, in toto, e, se possibile, migliorato. Soprattutto se pensi di ripuntare all’Europa, che comporta si costi ma anche ricavi e una “nobiltà” calcistica che potrebbe essere mastice per qualcuno in rosa e calamita per qualcuno da prendere. Queste le nostra riflessioni, partendo dal fatto che grazie a Dio c’è qualcuno, molto più bravo di noi che ci pensa e fin qui ha fatto discretamente bene.
La stagione 2026/27
- Portieri: Skorupski è ancora il nostro numero 1, ma i due infortuni occorsi a lui durante l’anno e le sirene arabe consiglierebbero di voltare pagina. Con la monetizzazione puntare su Falcone, uomo spogliatoio e leader nel Lecce, trent’anni e ancora tanto da dare. Ravaglia per crescere deve giocare (prestito), punteremmo su Pessina che può crescere, alternadosi con il titolare (Falcone?). Occhio ad Happonen (Primavera): sta crescendo bene. Suo è parte del merito se la primavera è ai play off.
- Difesa: dando per scontato che partano Lucumi (Premier?) Joao Mario (si torna alla Juve), De Silvestri (entra in società?), Lykogiannis (fine contratto) e Holm (rientra per ripartire), serviranno un centrale forte per sostituire il colombiano e due terzini, possibilmente alla Cambiaso (capaci di di gestire ambo le fasce). Bene i due norvegesi, rivedibile Vitik. Casale come quinta opzione è mantenibile, ma difficilmente rimarrà.
- Centrocampo: l’uscita pressochè certa di Freuler (fine contratto, va alla Roma?) e di Sohm (torna a Firenze), richiede un investimento “pesante” per il dopo Remo, che garantisca qualità in entrambe le fasi e un giovane di bellissime speranze. Questo è il mestiere di Sartori. Il resto della mediana è quella che ha vinto la Coppa Italia e ha fatto una buona Europa League. Insomma Pobega, Ferguson e Moro hanno un loro perchè. Dispiace per El Azzouzi, ma la speranza è l’ultima a morire.
- Attacco: diremmo che l’unico certo di uscire è Dominguez e forse Cambiaghi (richiestissimo dal Como); poi su Rowe e Castro andrebbe fatto un discorso a parte, se arriva l’offerta da manicomio. Ma qui è il mestiere di Saputo, così come il rinnovo di Orsolini. Si potrebbe tornare a sviluppare un ragionamento sulle giovani leve, magari buttando prima un occhio sul nostro settore giovanile (Primavera in primis), poi guardando in Europa e Sudamerica. Chiudiamo con Dallinga: siamo ai titoli di coda, nessuno si disperi.
Discorso a parte
Se Rowe vale 40 milioni malcontati, Castro ne vale solo qualcuno in meno. Quindi dovessimo sacrificare qualcuno (ma noi non lo faremmo mai), lasceremmo andare l’argentino, che fa si reparto da solo, ma che non è un mostro di continuità in fase realizzativa. Se Vincenzo continuerà con la formula delle ali, il diktat sarebbe quello di trovare a tutti i costi un’altro Rowe sulla destra e, a malincuore, fare partire (monetizzando) Orsolini.
Per la punta centrale ci piacerebbe un attaccante “leggero”, talentuoso e possibilmente giovane: a Manchester ce ne sarebbe uno che farebbe carte false per tornare sotto le due torri. Magari decurtandosi un pizzico di stipendio. I sogni son desideri.
Comunque, come sopra detto, questo è il mestiere di Sartori, che fino ad adesso ha sbagliato molto poco: lasciamo scegliere a lui e siamo quasi certi che troverà il meglio per la squadra e Italiano.
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