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Primavera, Lo Monaco: quando il talento si adatta
Il numero 10 della Primavera rossoblù continua a sorprendere: nato trequartista, oggi è una soluzione sempre più importante nel ruolo di punta.
Arrivato sotto le Due Torri un anno fa con caratteristiche da fantasista, Luca Lo Monaco ha intrapreso un percorso di crescita che lo ha portato a ricoprire una posizione molto diversa da quella iniziale. Oggi il numero 10 del Bologna Primavera viene impiegato da prima punta e i numeri delle prime cinque giornate di campionato raccontano di un rendimento particolarmente positivo: cinque gol in altrettante partite. Un’evoluzione che gli è valsa anche la convocazione con l’Italia U19.
Lo Monaco, una nuova dimensione
Quando Lo Monaco è arrivato a Bologna, all’inizio della scorsa stagione, il suo ruolo era quello di trequartista. Una definizione che, però, non raccontava completamente le sue preferenze: il giocatore aveva infatti spiegato di sentirsi maggiormente a suo agio da mezz’ala, seppur con spiccate caratteristiche offensive.
Da allora il suo percorso tattico è cambiato progressivamente. Prima l’esperienza con l’Under 18 di Della Rocca, poi il passaggio alla Primavera di Morrone e, infine, l’utilizzo sempre più frequente da punta centrale. Un ruolo che non appartiene alle sue caratteristiche più classiche e che non lo trasforma certo in un centravanti puro, ma che gli sta permettendo di aggiungere nuovi elementi al proprio bagaglio.
Nel 3-5-2 di Morrone, infatti, non avrebbe sulla carta le caratteristiche tipiche dell’attaccante centrale. Eppure Lo Monaco sta dimostrando di sapersi adattare alle richieste dell’allenatore, trasformando una posizione apparentemente lontana dal suo profilo iniziale in un’altra occasione per crescere. Non è forse proprio questa capacità di adattamento uno degli aspetti più interessanti del suo percorso?
I numeri dicono Lo Monaco
Al di là dell’evoluzione tattica, ci sono poi le statistiche a fotografare il percorso compiuto finora. Come riportato da “Più Stadio” nell’articolo di Davide Centonze, considerando tutte le gare disputate con la maglia rossoblù, Lo Monaco ha collezionato 45 presenze e 23 reti.
Il bilancio comprende le nove reti realizzate con l’Under 18, tra stagione regolare e fase finale, e le altre nove segnate nello scorso campionato Primavera, sempre considerando regular season e playoff.
Ma il dato più recente è ancora più significativo. In questo campionato, infatti, il numero 10 ha trovato il gol in quattro partite su cinque, arrivando a quota cinque reti. Un rendimento che non gli permette ancora di essere il capocannoniere, visto il passo tenuto da Cristian Carrara dell’Inter, ma che gli garantisce comunque una media di una rete a partita.
Se si prendono in considerazione tutte le sue partite in rossoblù, invece, il bilancio complessivo parla di un gol ogni due gare. Numeri che accompagnano una crescita ancora in corso e che rendono interessante anche ciò che potrebbe accadere la prossima estate, quando il suo percorso nel settore giovanile potrebbe terminare con un anno di anticipo, eventualmente attraverso un prestito in Serie B o con un possibile inserimento in prima squadra, come accaduto per Libra. È ancora presto per fare previsioni, ma il percorso di Lo Monaco merita attenzione.
Cinque gol, cinque modi
Le cinque reti realizzate nelle prime cinque giornate permettono anche di osservare concretamente quanto sia cambiato il suo modo di interpretare la fase offensiva.
La prima è arrivata contro l’Atalanta e porta la firma della sua abilità sui calci piazzati: una punizione diretta calciata dai 25 metri e indirizzata oltre la barriera.
A Cagliari, invece, Lo Monaco ha reagito dopo il rigore sbagliato trovando la rete con una giocata di astuzia. Il numero 10 ha seguito il movimento sul filo del fuorigioco, si è presentato davanti al portiere e lo ha superato anche con un tunnel prima di accompagnare il pallone in porta.
La trasferta di Sassuolo ha aggiunto un altro elemento al suo repertorio. In quel caso è stato Piro a servirgli un ottimo pallone dall’interno dell’area e Lo Monaco si è fatto trovare nel posto giusto per concludere. Una rete senza particolari difficoltà nella realizzazione, ma significativa per il modo in cui il giocatore ha occupato lo spazio e offerto una soluzione al compagno.
La doppietta di Como
A Como sono arrivate le altre due reti, entrambe diverse tra loro. La prima nasce da un lancio lungo del portiere Giacomone: Lo Monaco ha ricevuto il pallone al limite dell’area e ha scelto il pallonetto, trovando la traversa prima che la palla finisse in rete.
Il secondo gol, invece, racconta ancora di più il lavoro che sta facendo sul ruolo di punta. L’imbucata di Zanella lo ha trovato pronto a muoversi in profondità; Lo Monaco ha controllato con il sinistro e poi ha concluso con il piede debole, mantenendo la freddezza necessaria per completare l’azione.
Cinque reti in cinque partite, dunque, ma soprattutto cinque situazioni differenti attraverso cui leggere la sua crescita. Il percorso è ancora lungo e c’è ancora da lavorare, ma l’evoluzione tattica del numero 10 rossoblù sta aggiungendo nuove soluzioni al suo gioco. E, per un ragazzo arrivato a Bologna come trequartista e oggi impiegato da punta, non è un cambiamento di poco conto.
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