Bologna FC
Lucumí: «Possiamo andare oltre le aspettative»
Il difensore del Bologna si racconta prima della sfida europea: concentrazione, crescita e un futuro ancora tutto da decidere.
A poche ore dall’andata dei quarti di Europa League contro l’Aston Villa, Jhon Lucumí rompe il silenzio. Abituato a parlare soprattutto con le prestazioni, il centrale colombiano si è raccontato in un’intervista al quotidiano Stadio, scegliendo lo spagnolo per esprimersi con maggiore precisione. «Per essere più “claro” posso rispondere in spagnolo?» ha chiesto. Da lì, un racconto lucido tra ambizioni europee, crescita personale e futuro.
Europa League: i dettagli fanno la differenza
Lucumí insiste su un concetto chiave: in partite così equilibrate sono i particolari a decidere. «I dettagli faranno grande differenza», spiega, entrando nello specifico: «I calci d’angolo, le punizioni e altre situazioni che molte persone pensano non abbiano importanza… sono quelli che hanno più valore in queste partite».
Sul piano mentale, il difensore non vede problemi: la motivazione è naturale. «Nella posizione in cui siamo, la voglia ci sarà sempre». E aggiunge: «L’atteggiamento sarà il migliore, saremo tutti molto concentrati, con la voglia di fare una grande partita».
Nessuna paura, quindi, ma solo entusiasmo: «Se vogliamo giocare ad alto livello dobbiamo abituarci a queste fasi. Non è pressione, è motivazione».

Jhon Lucumì (© Bologna FC 1909)
La sfida in Europa League contro l’Aston Villa secondo Lucumí
Il rispetto per l’Aston Villa è evidente, ma non diventa timore. Lucumí riconosce la forza degli inglesi e del loro allenatore, Unai Emery: «Hanno più esperienza internazionale, giocatori di qualità e uno staff molto esperto».
Ma il punto, per lui, è un altro: «Nel calcio di oggi ci sono squadre e nomi importanti, ma se non lo dimostri in campo non serve a nulla».
Il Bologna vuole giocarsi le sue carte, anche partendo senza i favori del pronostico: «Non siamo favoriti, è chiaro, ma vogliamo riuscirci». E ancora: «Abbiamo due grandi occasioni, una davanti alla nostra gente».
Sulla doppia sfida: «La cosa più importante è mantenere sempre la partita aperta, viva, perché può succedere qualsiasi cosa». Poi un riferimento concreto: «Contro la Roma abbiamo pareggiato qui e vinto all’Olimpico, anche se tutti pensavano che la pressione avrebbe influito a loro favore».
Crescita, errori e “lucumate”
Lucumí non evita il tema degli errori, anzi lo affronta con grande lucidità. «A volte per superficialità, a volte per la sicurezza molto grande che ho», ammette. Ma è altrettanto chiaro su cosa serva per crescere: «Questo non può succedere se voglio raggiungere grandi obiettivi».
Il lavoro quotidiano è tutto lì: migliorarsi. «Una volta che l’errore è stato commesso, la cosa più importante è ciò che viene dopo».
Sulle “lucumate”, il soprannome nato a Bologna per indicare i suoi errori, risponde senza polemica: «Non sono abbastanza importante da arrabbiarmi per questo». E aggiunge: «Non rido subito, ma col passare dei giorni sì, perché fa parte del gioco».
Futuro ancora da decidere
Il futuro resta in sospeso. Lucumí non chiude nessuna porta, ma non ha fretta. «In questo momento la mia attenzione è solo sulla stagione», chiarisce.
Poi arriverà il momento delle scelte: «Mi siederò con la mia famiglia e vedremo cosa sarà meglio per la mia carriera». Nessuna decisione impulsiva: «Non credo che qualcuno prenda una decisione tanto per fare o solo per andare via. Non lo farò neanche io, valuterò tutto e poi deciderò».
Il legame con Bologna, però, è forte: «Qui è tutto fantastico, sono davvero grato per come mi hanno accolto». E ribadisce: «Siamo felici qui».
Jhon Lucumi crediti Bologna Fc 1909
Mentalità da grande squadra
Secondo Lucumí, tra Europa League e campionato, la chiave è una sola: la continuità. Il colombiano non fa distinzioni: il Bologna deve restare competitivo ovunque. «Se non avessimo motivazioni non saremmo giocatori di calcio», afferma, chiarendo che anche il percorso in campionato ha ancora un peso importante.
L’obiettivo è crescere come squadra e come mentalità: «Per diventare giocatori d’élite bisogna abituarsi a questo». E il riferimento è ai top club europei: «È così che ci si prepara se si vuole giocare per il Real Madrid o il Barcellona».
Il messaggio finale è chiaro: «Ogni tre giorni bisogna competere al massimo, perché questo è il calcio di alto livello».
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