Bologna FC
Mbangula cerca spazio: il Werder osserva e teme il ritorno a gennaio
Il club tedesco guarda con preoccupazione al cambio di allenatore in rossoblù: Mbangula era stato fortemente voluto da Tedesco, ma con Palladino ha trovato pochissimo spazio.
La rivoluzione tecnica del Bologna non riguarda soltanto il presente della squadra. Il passaggio da Domenico Tedesco a Raffaele Palladino ha infatti cambiato anche alcune prospettive individuali, tra cui quella di Samuel Mbangula. Il 22enne belga era arrivato dal Werder Brema proprio nelle ultime ore del mercato estivo, con la formula del prestito e diritto di riscatto fissato a 12,5 milioni di euro.
L’operazione era stata sostenuta anche dal precedente allenatore, che aveva indicato il giocatore tra i profili utili al progetto. Ora, però, quel contesto è venuto meno e in Germania iniziano a interrogarsi sul futuro dell’esterno.
Raffaele Palladino (@1000 Cuori Rossoblu)
Il Werder guarda a Bologna
A esprimere le perplessità del club tedesco è stato Clemens Fritz, direttore generale del Werder. «È un peccato quando un giocatore si unisce a un nuovo club e improvvisamente cambiano allenatore e condizioni che hanno portato tutte le parti in causa a considerare un trasferimento», ha spiegato a Bild.
Il timore è legato soprattutto al minutaggio. Se Mbangula non dovesse trovare continuità, il Werder rischierebbe di ritrovarsi a gennaio con un giocatore che ha avuto meno possibilità di valorizzarsi rispetto alle aspettative iniziali. E sullo sfondo c’è proprio quel diritto di riscatto da 12,5 milioni che il Bologna ha deciso di garantirsi.
Otto minuti con Palladino
Finora, il nuovo corso non ha dato grandi occasioni al belga. Contro il Sassuolo Mbangula ha giocato appena quattro minuti, mentre contro il Napoli è rimasto in campo per otto. Al Maradona, però, ha avuto una delle pochissime opportunità rossoblù nel finale: all’87’ si è trovato in posizione favorevole nel cuore dell’area, ma la conclusione centrale è stata respinta da Milinkovic.
Numeri ancora troppo esigui per capire quale sarà il suo ruolo nel nuovo Bologna. Anche perché il sistema di Palladino potrebbe dare maggiore spazio a elementi già di proprietà del club come Orsolini, Bernardeschi, Cambiaghi e Odgaard.
La risposta dovrà arrivare dal campo
Il Bologna, però, non ha investito sul giocatore senza motivo. La società aveva seguito Mbangula anche in precedenza e ha scelto di inserire nel contratto una possibilità di acquisto proprio perché ne riconosce il potenziale.
Adesso la situazione è nelle mani di Palladino e dello stesso Mbangula. Il tecnico dovrà valutare dove inserirlo nel nuovo assetto, mentre il belga dovrà sfruttare ogni occasione per scalare le gerarchie. Il Werder, intanto, resta alla finestra: se il minutaggio dovesse continuare a essere minimo, dalla Germania non viene esclusa la possibilità di chiedere l’interruzione anticipata del prestito già a gennaio.
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