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Miranda, una chance con Palladino per tornare al centro

Ai rossoblu serve il miglior Juan: contro il Torino avrà l’occasione di spingere e cercare la sua zona di campo preferita, adattandosi al nuovo tecnico

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Juan Miranda al cross in Bologna-Empoli
Juan Miranda (© Damiano Fiorentini x 1000cuori rossoblu)

C’era una volta un terzino da assist, una minaccia costante che arava tutta la corsia sinistra del Dall’Ara per novanta minuti. Autentica minaccia per molti validi nemici, arma in più per gli alleati e paladino dei tifosi, Juan Miranda deve ritrovare la sua migliore condizione.

Per il Bologna questa è un’esigenza vitale, un imperativo quasi categorico. Perché, con i suoi cross al velluto e gli spazi che crea, sfruttare le torri sarebbe decisamente più semplice e l’efficienza offensiva di squadra potrebbe lievitare a dismisura. Non a caso, l’unico assist della stagione rossoblu porta il suo timbro.

Il Miranda che non c’è

La situazione è semplice: Dovbyk e Piccoli sono due attaccanti molto diversi da Castro e Dallinga, più dediti alla ronda d’area e meno tecnici palla al piede. Ora, se fino a maggio Juan viaggiava a oltre cinque assist di media in Serie A e se ha totalizzato ben 15 passaggi chiave in due stagioni, è facile comprendere come il suo piede, se giustamente innescato, potrebbe essere l’arma per eccellenza del Bologna di Palladino.

Juan Miranda (© Damiano Fiorentini)

Juan Miranda (© Damiano Fiorentini x 1000cuori rossoblu)

Anche in un clima di eventuale difficoltà come quello di queste ore, il vero punto focale sarebbe la continuità fisica. Perché, quando l’azione è manovrata e la difesa avversaria si schiera, cosa che spesso abbiamo visto nelle ultime uscite, la soluzione che è spesso mancata ai rossoblu è la traiettoria di qualità in area. Lì, poi, il compito passa alle punte, che già hanno dimostrato di saper gestire i duelli aerei in maniera pericolosa. Intanto, la prospettiva è quella della moltiplicazione dei traversoni e, se bisogna scegliere un piede, quello del terzino iberico è il migliore.

Tempo al tempo

Ad oggi, però, qualcosa non ha funzionato. Dal punto di vista tattico, evidentemente, perché Tedesco ha detto chiaramente in conferenza che la condizione fisica c’è. Promosso a Napoli soltanto dalle gerarchie, lo spagnolo non è riuscito a trovare le sue praterie sulla corsia anche a causa del forcing ossessivo dei partenopei. Ma, magari, con un nuovo assetto come quello che proporrà Palladino, verrà valorizzato maggiormente.

Contro il Torino, che difende a tre, gli spazi per Juan dovrebbero aumentare. Spesso nel calcio basta una scintilla per accendere un fuoco: la speranza di tutti i tifosi rossoblu è che per il 33 il Torino possa essere l’avversario della rinascita. Anche perché il suo primo confronto con i granata era stato coronato proprio con un assist per Dallinga. La storia si ripete, non sarebbe la prima volta.

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