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Vorrei ma non Moro

Il croato sarà fondamentale per il Bologna: è essenziale che trovi la sua condizione migliore

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Nikola Moro (© Damiano Fiorentini)
Nikola Moro (© Damiano Fiorentini x 1000cuori rossoblu)

Nikola Moro sarà un perno fondamentale del centrocampo rossoblu. Domenico Tedesco usa questo leitmotiv wagneriano ormai da qualche settimana in conferenza stampa, e neppure alla vigilia di Napoli si è tirato indietro. «Nikola è un giocatore chiave – ha dichiarato ieri il mister -, l’ho pensato da quando ho iniziato ad analizzare la squadra».

Il croato, però, ancora non trova spazio da titolare. Contro il Sassuolo è subentrato, dando grande ritmo e verticalità alla manovra, sintomi positivi per il suo stato di forma. Eppure, ne siamo certi, oggi partirà ancora una volta dalla panchina. Sembra un paradosso, anche perché dalla Coppa del Mondo è tornato ormai due mesi fa, eppure la condizione atletica è ancora quella che è. Intanto il Bologna aspetta il suo fattore a centrocampo, perché un Moro nella giusta forma farebbe davvero la differenza.

Partenza a rilento

Rispetto al suo primo anno rossoblu, nel quale giocò a ritmi altissimi, Nikola è decisamente calato negli anni anche come minutaggio. Le colpe sono anche del destino, perché nel 4-2-3-1 usato fino a pochi mesi fa la concorrenza era spietata. Ferguson è stato arretrato dalla trequarti, Freuler era uno stacanovista inamovibile e Pobega si meritava i suoi spazi. Bisogna poi aggiungere un fatto tattico: nel calcio di Italiano il mediano, oltre ad impostare, doveva essere molto solido difensivamente, dote che non era la principale di Moro.

Lewis Ferguson (© Damiano Fiorentini)

Lewis Ferguson (© Damiano Fiorentini x 1000cuori rossoblu)

Oggi, però, qualcosa è cambiato. Da un lato, con Tedesco il croato può fare la mezzala e dare maggior respiro alla sua tecnica pulitissima palla al piede. Al contempo, gli spazi da coprire si sono moltiplicati e, per ora, un Pobega in forma da maggiori garanzie di corsa e svaria molto meglio.

Moro e l’equilibrio

Oltre alla semplice condizione fisica, il lavoro dell’ex Dinamo Mosca si concentra su quell’equilibrio che tanto gli viene chiesto dal mister. Serve un miglioramento netto in fase di non possesso, dovuto sì in parte alla condizione fisica ma anche a un aspetto tattico che il croato non aveva mai sviluppato fino in fondo. Alla lunga Moro potrà prendersi la titolarità, ma per ora c’è ancora bisogno dell’intensità di Pobega e Odgaard.

L’X factor di questo Bologna sarà lui: tanto dipenderà dal tempo necessario ad apprendere i suoi nuovi compiti. Ma una cosa è certa: prima tornerà Moro, migliori saranno i risultati, perché a lui saranno affidate carta e penna per dipingere in mezzo al campo. E questa qualità qui, ad oggi, manca come l’aria.

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