Bologna FC
Non c’è spazio per le scommesse
Il calo nel finale, le parole di Italiano e le lacune strutturali riemerse: senza una programmazione chiara, il club rossoblù rischia di affidare il proprio futuro ai colpi di Sartori
«Ormai la stagione è finita: noi abbiamo raggiunto l’obiettivo europeo, in campionato vediamo cosa succede davanti e fare più punti possibili». Queste parole di Vincenzo Italiano nel post-gara di Juventus-Bologna, in un momento così delicato, hanno suonato come una resa anticipata. Da chi si aspettava, in primis, una reazione dopo la sconfitta netta di Birmingham, a chi, in secundis, non si aspettava di ritrovarsi in questa situazione a cinque giornate dalla fine.
Errori e lacune
Dopo essere uscito dallo Stadium con 0 punti, il Bologna è rimasto bloccato all’ottavo posto in classifica a quota 48 punti, a -10 dalla Roma, sesta. Indubbiamente, le energie spese in Supercoppa hanno presentato il conto, e da lì il Bologna non è più riuscito a ritrovare la stessa lucidità. Se, fino alla Juventus, la squadra di Italiano veniva da 14 risultati consecutivi su 15, dalla gara interna con il Sassuolo ha fatto fatica a ritrovare continuità. L’unico filotto, i 5 successi consecutivi dall’1-2 a Torino fino alla vittoria di misura contro il Pisa.

Rowe, Sohm, Moro, Castro e Bernardeschi festeggiano la rete contro il Torino (© Bologna FC 1909)
Come dichiarato da Daniele Lambanti nell’edizione odierna del Corriere di Bologna, la rosa non era così buona per sostenere il doppio impegno e ottenere i risultati migliori. In mediana mancano alcune pedine futuribili ma allo stesso tempo abbastanza fisiche da poter lottare per obiettivi importanti. La difesa, alla luce delle recenti prestazioni di Ravaglia, necessita di trovare un secondo portiere. Per non pensare che, con molte probabilità, dalla prossima stagione non ci sarà più nemmeno Lucumí.
Programmazione
Nell’anno che verrà il Bologna non giocherà le coppe europee, ma questo non potrà essere un alibi: la società dovrà intervenire per colmare le lacune emerse. Non sono richieste magie alla dirigenza, ma soltanto una programmazione in linea con le idee dell’allenatore e il potere d’acquisto del club. Altrimenti, il futuro finirà per dipendere dalla “precisione di tiro” di Sartori, che, quest’anno non ha centrato tutti gli obiettivi (vedi Immobile). E affidare il futuro a un colpo di mercato ben riuscito non è una strategia: è una scommessa.
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