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Orsolini e Bernardeschi, staffetta o convivenza? L’attacco del Bologna di Palladino

Come giocheranno Orsolini e Bernardeschi? Il nuovo progetto di Palladino, tra staffette a destra e il ruolo di Cambiaghi

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Federico Bernardeschi, Bologna (© Damiano Fiorentini)
Federico Bernardeschi (© Damiano Fiorentini)

Insieme dal primo minuto o in staffetta a seconda dell’avversario: sarà questo il futuro di Riccardo Orsolini e Federico Bernardeschi. Il nuovo tecnico del Bologna sta lavorando su più soluzioni e una di queste prevede che i due trovino contemporaneamente spazio. E ciò può accadere in entrambi i sistemi di gioco che Raffaele Palladino è intenzionato a proporre, il 3-4-2-1 e il 3-4-3.

Solo uno dei due esterni giocherebbe a piede invertito ed è evidente che sarebbe Riccardo Orsolini, uomo di qualità ma molto meno versatile del compagno. Berdardeschi ha ricoperto svariati ruoli nel corso della sua carriera: esterno destro, sinistro, mezzala, terzino e esterno basso sinistro.

Orsolini e Bernardeschi: tutte le soluzioni

Uno scenario, quello di vederli assieme, che non stravolge in alcun modo il Bologna dal punto di vista tattico. Orsolini farebbe quello che sa fare meglio, cioè l’esterno destro che rientra sul suo piede per calciare. Bernardeschi, invece, potrebbe essere utilizzato più “interno” o lungo la corsia di sinistra.

Nicolò Cambiaghi: prima scelta sulla fascia sinistra

Come detto, esiste anche la soluzione della staffetta. Uno partendo primo minuto e l’altro subentra per completare i novanta minuti più recupero. Più probabile vedere la staffetta rispetto a Bernardeschi sulla sinistra perché, come scrive Claudio Beneforti su Stadio, c’è anche Nicolò Cambiaghi.

Difficile che Palladino rinunci ai suoi strappi sulla fascia sinistra. Lui uno dei calciatori rossoblù  fin qui più costruttivi, anche prima dell’addio di Jonathan Rowe. Non a caso, Mancini ha deciso di convocarlo in Nazionale per gli impegni della Nations League. Non solo Cambiaghi, perché sulla fascia sinistra spingono anche Mbangula e Marco Libra. Il primo ancora in fase di adattamento, il secondo in piena crescita a soli diciotto anni.

Insomma, Palladino ha l’imbarazzo della scelta. Un valore aggiunto che il Bologna dovrà fruttare per risalire dagli abissi del fondo classifica.

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