Bologna FC
Pall@dino – Chi ha tempo non aspetti tempo
Il tempo è galantuomo e il lavoro paga sempre, per chi ha chiari gli obiettivi che si prefigge. Raffaele Palladino si è preso il tempo di queste tre settimane per rifare il suo Bologna. Senza scuse, addossandosi molte responsabilità per quello che dovrà essere e che con Tedesco non è stato.
Non è stato, come dice GianMarco Marchini nel suo articolo odierno sul Resto del Carlino, perchè Domenico Tedesco ha accettato che gli sfilassero tre titolarissimi. Pensando che il processo di integrazione sarebbe stato comunque possibile, non ragionando che la Serie A non era un percorso tecnico da lui conosciuto. E non gli è stato concesso tempo a sufficienza. Raffaele, non avrebbe mai accettato tutto questo, accogliendo su di se l’onere del rischio.
E’ spesso una questione di tempo
Ieri alla conferenza, senza volerlo, è stata lui la star del momento. Rispondere a tutte le domande, attirando su di se le “eventuali” preoccupazioni del diciottesimo posto? Fatto. Palladino è una “schiena dritta”, non tradisce emozioni, catalizza su di se le attenzioni, per tutto il tempo della sua interlocuzione. Smorzare le preoccupazioni, vivere il presente già pensando al domani e coccolare i suoi giocatori, che adesso sono al centro delle sue attenzioni. Tutte.
Palladino ha ringraziato per la disponibilità il gruppo prima squadra, consapevole che Bologna può avere la sua stessa ambizione. Già ambizione. Per questo Palladino ha scelto Bologna, perchè entrambi hanno la stessa destinazione finale: ricreare lo stesso entusiasmo che c’era fino a Italiano. Fino all’uomo della ultima Coppa Italia, anche se il gruppo ha perso, per strada, alcune pedine fondamentali (Freuler, Lucumi, Castro, Rowe).
A Lecce per ricominiciare un cammino “palladiniano”
Maestro, compagno di viaggio, psicoterapeuta, Palladino riveste più ruoli in quest’ultima conferenza: perchè qualunque medicina può servire per il malato grave, ma non gravissimo. La sensazione che hanno avuto tutti coloro che erano in sala stampa era quella che il Mister, in questo tempo di tre settimane, aveva ripreso in mano la situazione, per quanto complicata e difficile. Perchè prima di ricostruire l’entusiasmo, occorre mettersi a fianco dei suoi giocatori, con “colloqui individuali” e capire e capirli. Focus sui singoli “strumenti”, con lui a dirigere l’orchestra.
Dopo i complimenti per la disponibilità e la sensibilità di essere “saliti in macchina” col Mister, il viaggio li porterà allo stadio di Via del Mare. Da domani, il tempo di ieri è finito: parte un’altra storia, ma chi la scrive vuole che diventi un best seller. Senza se e ma.
E noi a questo Mister crediamo fino in fondo.
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