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Bologna FC

Palladino: «Serve ritrovare l’entusiasmo, dobbiamo dare tutto per questa maglia»

Le prime parole di Palladino in rossoblù: «Voglio far sentire la mia energia ed il mio entusiasmo. Non ho la bacchetta magica, ma sono certo che ai ragazzi serva una scintilla»

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Raffaele Palladino, Bologna (© 1000cuorirossoblù)
Raffaele Palladino, Bologna (© 1000cuorirossoblù)

Il Bologna ha un nuovo allenatore ed è Raffaele Palladino. Si è appena conclusa la conferenza stampa di presentazione, a cui ha partecipato anche l’amministratore delegato del club Claudio Fenucci. Di seguito, le parole introduttive dell’AD e quelle del nuovo tecnico.

L’introduzione di Claudio Fenucci e i ringraziamenti a Domenico Tedesco

Il commento di Fenucci sull’esonero di Domenico Tedesco – «È doveroso fare un saluto a Domenico Tedesco. Abbiamo avuto un grande professionista, che ha cercato di portare le sue metodologie ma queste non hanno portato i risultati che ci aspettavamo. La decisione di cambiare nasce, con Sartori e Di Vaio, dalla preoccupazione sulle performance della squadra e sulla capacità di incidere del mister. Non è un giudizio sul suo metodo di lavoro. Eravamo preoccupati per l’andamento della squadra, che si è resa sempre disponibile con l’allenatore, perché abbiamo visto che quello che si cercava di realizzare in allenamento non si concretizzava in partita».

Bologna, con Palladino si apre un nuovo ciclo – «Con Palladino c’è sempre stata stima, avevamo avuto contatti anche in passato e abbiamo deciso di intervenire sfruttando questa anomala sosta che ci attende dopo la partita contro il Torino. Palladino ci ha dato la disponibilità e speriamo di tornare nelle posizioni europee. Confidiamo in lui e nella disponibilità dei calciatori, anche andando oltre i propri limiti. Poi servirà la capacità degli investimenti della proprietà che come ho sempre detto non farà mancare il suo contributo».

Le prime parole di Palladino in rossoblù

Le prime parole di Raffaele Palladino a Bologna – «Voglio ringraziare la proprietà e la società, che in questi giorni mi ha dato dimostrazione di grande fiducia. Non mi hanno prospettato una panchina, ma un progetto. Ho avuto sensazioni bellissime in un ambiente positivo, in cui bisogna ritrovare l’entusiasmo che un po’ si è perso. Sono determinato a intraprendere questo percorso. Voglio anche ringraziare i tifosi per il calore con cui mi hanno accolto».

Come giocherà il tuo Bologna? E la difesa? – «Nel mio percorso da allenatore ho cambiato diversi sistemi di gioco, ogni allenatore deve essere flessibile a seconda degli interpreti che ha a disposizione. Credo che questa rosa sia costruita per giocare con una difesa a quattro, ma allo stesso tempo può giocare anche a tre. Può essere una squadra camaleontica, ho percepito grande predisposizione da parte del gruppo per cambiare. All’inizio servirà pazienza».

Aveva già visto giocare il Bologna in questa stagione? – «Ho visto solo la partita contro la Lazio. Non è andata bene, ma avevo visto un’idea di calcio improntata a voler imporre il gioco. In questi due giorni sto cercando di stare il più possibile con la squadra: devo capire le sensazioni e le emozioni dei ragazzi».

Palladino, l’ambizione sopra a tutto – «Bisogna dare tutto per questa maglia, per i tifosi e per il club. Lo spirito deve essere questo. Mai rinunciare a imporre il proprio gioco: dobbiamo essere noi, io in primis, a cercare di dare qualcosa ai tifosi e alla società».

Quali sono gli obiettivi? – «Il primo è la partita di sabato, il secondo è sfruttare la sosta come se fosse un ritiro. Dovremo migliorare la condizione fisica e i carichi di lavoro saranno diversi. È importante, per quello che richiedo, avere un’ottima condizione. Voglio far sentire la mia energia ed il mio entusiasmo e portare le mie idee chiare. Non ho la bacchetta magica in soli tre giorni ma sono certo che ai ragazzi serva una scintilla prima ancora mentale che fisica».

Prosegue – «Ho accettato un progetto, qualcosa di stimolante che mi è piaciuto. Ho sentito fiducia e in poco tempo ci siamo messi d’accordo. Io vado molto a pelle e sentivo che questo era il posto giusto per la mia carriera. Sento di poter aprire un nuovo ciclo e di costruire qualcosa di importante. La società è ambiziosa e anche i ragazzi devono sentirsi tali. Questo è un club importante ed è doveroso tornare a far credere in questa squadra. Ho visto dei valori nei ragazzi, altrimenti non avrei accettato».

Cosa si prova ad entrare nuovamente in corsa? – «Sono abituato ad entrare in corsa. In breve tempo bisogna cercare di capire quali problemi ci sono stati. Il mio diventa anche un lavoro psicologico, oltre all’aspetto tecnico da curare. Questo gruppo ha fatto grandi cose in passato ed oggi non merita di stare lì sotto, seppure raccogliendo meno di quanto meritasse».

Come si sente ad allenare il Bologna, che due anni fa ha alzato la Coppa Italia? – «Quello che hanno fatto questi ragazzi e questa società negli ultimi anni mi stimola perché mi dà un forte senso di responsabilità. Credo nel Bologna perché è un ambiente con una società sana. Non sono qui per il triennale, ma credo che qui si possa fare qualcosa di importante, come è stato fatto in passato. Ora siamo indietro e bisogna pedalare inserendo pochi concetti alla volta e poi premere sempre di più sull’acceleratore».

Raffaele Palladino sulla rosa del Bologna

Un pensiero su Orsolini e Bernardeschi – «Riccardo è rientrato oggi e l’ho visto bene. Orsolini e Bernardeschi sono una coppia formidabile e cercherò sempre di mettere i giocatori di qualità in campo: più ne abbiamo e meglio è. Ci sono due fasi, quella di possesso e quella di non possesso, dovremmo difendere tutti insieme. Il mio credo è che i primi difensori devono essere gli attaccanti e ci sono le basi per fare bene».

Palladino sulla coppia d’attacco, Piccoli e Dovbyk, poi un commento su Ferguson – «Piccoli lo conosco bene, ho parlato molto con lui. Il rapporto umano è alla base di questo lavoro. Credo tanto sia in lui che in Dovbyk. Ferguson? È un giocatore universale e intelligente, credo tanto in lui e in tutti i mediani che ho. Sono soddisfatto del reparto».

(Fonte: Tuttomercatoweb)

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1 Commento

1 Commento

  1. Marco Bettocchi

    17 Settembre 2026 at 19:15

    Qualcuno ha detto al nuovo allenatore che il progetto è fare plusvalenze e che quindi ogni anno venderanno sempre i giocatori migliori e lui dovrà rifare lo stesso lavoro anno dopo anno? Soddisfazioni zero, giovani da fare crescere e poi vederli venduti per tenere in ordine i conti? Contento lui…

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